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L'ingegnere che clona le ossa è un ponsacchino

L'ingegnere che clona le ossa è un ponsacchino

Alla sua porta sono in fila tutti i big della farmaceutica e colossi mondiali di altri settori che hanno fiutato l'affare

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PONSACCO. Formatosi all'università di Pisa il professor Gianni Pertici, ingegnere chimico con dottorato internazionale in biomateriali, trentacinque anni originario di Ponsacco, e in tasca un brevetto internazionale, che promette di rivoluzionare il settore delle ossa artificiali, è finito per metter radici in Svizzera, poco più a nord di Lugano. È qui che ha sede la Industrie Biomediche Insubri Sa. Alla sua porta sono in fila tutti i big della farmaceutica e colossi mondiali di altri settori che hanno fiutato l'affare. Ad attirare gli investitori è la soluzione messa a punto da Pertici per ridare "nuova vita" ai frammenti ossei usati in chirurgia nella ricostruzione post trauma, tumore, malattie delle ossa e osteoporosi. «Ho brevettato una miscela capace di rigenerare le ossa animali che vengono utilizzate per gli impianti chirurgici», spiega.

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