Il Tirreno

Pontedera

Guardia alta sul pirogassificatore

Una delle azioni di protesta del fronte dei contrari alla realizzazione dell’impianto
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Una delle azioni di protesta del fronte dei contrari alla realizzazione dell’impianto

Stasera in contrada l'assemblea dei contrari

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 CASTELFRANCO. Chiamata a raccolta. Il Comitato antinquinamento di Castelfranco di Sotto e la sezione Valdarno inferiore dell'Unione inquilini Pisa indicono per questa sera un'assemblea pubblica contro il pirogassificatore, alle 21.15 nella sede della Contrada di San Michele a Caprugnana, in via Tabellata 29.  «In considerazione del fatto che la procedura amministrativa per la richiesta di istallazione del pirogassificatore sul confine tra Castelfranco di Sotto e Santa Croce sull'Arno non è ancora conclusa - spiega Luca Scarselli dell'Unione inquilini -. E che le istituzioni pubbliche nuovamente non hanno tenuto adeguatamente informata la popolazione di fatti di interesse pubblico, poiché la maggior parte della popolazione pensa che la questione sia "chiusa". Ma anche perché la società proponente, per ottenere l'istallazione dell'impianto di incenerimento di rifiuti, si è appellata alla Regione». Non mancano le motivazioni per sostenere la necessità di un'assemblea per l'avvocato Scarselli. «Anche perché la legge regionale 35 del 2011 usata dalla società Waste Recycling è inopportuna per contenuti e tempistica ed ha come unici effetti di salvare la faccia del Comune di Castelfranco di Sotto e della Provincia di Pisa». Che aggiunge: «Oltretutto, la suddetta legge rischia di buttare al vento tutte le speranze ed energie profuse dai garanti, dalla giuria dei cittadini, dalla popolazione e da chi ancora pensa che in Italia sia possibile la partecipazione dei cittadini alle decisioni pubbliche».  L'appuntamento di questa sera vede in prima linea il Comitato antinquinamento di Castelfranco di Sotto e l'Unione inquilini del Valdarno Inferiore. «La nostra assemblea risulta un gesto obbligato - conclude l'avvocato Luca Scarselli - perché dobbiamo nuovamente intervenire come supplenti al posto di istituzioni che reputiamo assenteiste».

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