La manifestazione
In vista del rinnovo del contratto nazionale di categoria non passa la linea della segreteria
Piaggio, bocciata la piattaforma della Fiom
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Lavoratori Piaggio a un corteo della Fiom 2 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Dall'urna esce un "no". Un esito che sottolinea la spaccatura interna alla Cgil e in particolare alla Fiom. Sulla piattaforma per il rinnovo del contratto collettivo nazionale per i metalmeccanici dentro la Piaggio passa la linea che boccia l'accordo del 28 giugno. Si sono tenute nei giorni scorsi le consultazioni nelle aziende della provincia sulla piattaforma della Fiom per il rinnovo del contratto nazionale di categoria. E in casa della Vespa i lavoratori hanno sposato la inea dell'ala "dura". Dalla consultazione esce bocciata, con 378 no a fronte di 234 sì, la linea tracciata dalla segreteria del sindacato. Una frattura che riflette la spaccatura all'interno del gruppo dei delegati sindacali eletti nella Rsu aziendale e che sottolinea i rapporti di forza all'interno dello stabilimento. Una fabbrica non fa il risultato finale, ma è certo che Piaggio ha un peso da big nella galassia del comparto. La segreteria provinciale Fiom al momento non si è ancora espressa sul risultato, in attesa degli esiti della consultazione nelle altre aziende. Il fronte del "no", che fa capo alla Rete 28 aprile, non ha dubbi sulle ragioni per la bocciatura della piattaforma. «In un momento in cui vengono messi in discussione diritti e conquiste fondamentali, è della massima importanza ragionare e possibilmente intervenire sugli obiettivi e i contenuti delle piattaforme che verranno presentate per il contratto nazionale e che necessariamente toccano questioni critiche, che avranno conseguenze importanti e durature». In luce i lati oscuri della piattaforma. «Non c'è nessun elenco di materie non rinviabili alla contrattazione territoriale e aziendale.Nessun limite alle quote di lavoro atipico e vincolo su flessibilità e straordinari». E aggiungono: «Nessuna iniziativa seria sulla sicurezza, solo il rinvio alla legge, ignorando che la sua applicazione richiede precisi diritti di intervento delle Rls e adeguate sanzioni». E bolla come preoccupanti: «l'accettazione della possibilità di porre vincoli allo sciopero e l'ambuiguità su chi li decide, che rappresenta un vero cedimento ai padroni sul diritto di sciopero. Oltre all' accettazione della validità triennale del contratto e dei livelli salariali previsti dall'ultimo contratto separato». M.M.
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