Il Tirreno

Pontedera

«Mike il portafortuna»

Maurizio Nuti il chitarrista storico degli Homo Sapiens
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Maurizio Nuti il chitarrista storico degli Homo Sapiens

Nuti e gli aneddoti di una carriera

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BIENTINA. Herbert Pagani, Radio Monte Carlo. Altri tempi, altri deejay, altre emittenti. Maurizio Nuti ricorda quell'artista camaleontico con simpatia e gratitudine. «Pagani ci fece fare il salto di qualità. Radio Monte Carlo era la terza rete nazionale. Siamo stati con lui dal '68 al '72, ci occupavamo dei jingle pubblicitari della sua trasmissione, che si intitolava "Fumorama": oggi Herbert lo metterebbero dentro, la gente penserebbe a tutt'altro fumo, mica a quello delle Muratti Ambassador che sponsorizzavano il programma».  Allora, gli Homo Sapiens si chiamavano "I Tarli", ma la denominazione originaria ebbe vita breve. «Una volta arrivati alla Rifi, si capì che non reggeva più. "Homo Sapiens" era il titolo di un brano americano su cui posammo lo sguardo per caso. Ci sembrò perfetto».  Il secondo grande successo, "Tornerai Tornerò", è del '75. «Come spesso capita ai pezzi che poi diventano hit, anche questo, per almeno tre anni, ha dovuto pazientare dentro a un cassetto. L'aveva scritta il nostro produttore, Renato Pareti. Vecchioni la ascoltò e se ne innamorò: il testo è suo. Lì per lì alla Rifi tutti storcevano la bocca, questa storia che "La piazzetta del mercato è ancora là", e "le magliette sono uguali a un anno fa..." non è che piacesse granché, la gente era perplessa. Invece il boss della Rifi disse: ragazzi, questa va a "Un disco per l'estate"». Aveva visto giusto, il boss: di "Tornerai Tornerò" sono state fatte «56 versioni, in 6 lingue diverse, persino in arabo. Noi si registrò in tedesco, inglese, francese, spagnolo. Nel mercato sudamericano è stata in classifica 3 anni. In francese la fece Mirelle Mathieu. Con questo pezzo si è girato il mondo. È uno dei begli aspetti di questo lavoro: se ti piace viaggiare sei a posto, perché ti pagano anche».  Poi, nel '77, arriva il primo posto a Sanremo. «La soddisfazione è d'aver vinto al Festival con una composizione che dopo una vita è ancora attuale. Presentava Mike Bongiorno. Il grande Mike a noi ha sempre portato fortuna. Quando nel '75 si fece il botto con "Tornerai Tornerò" a "Un disco per l'estate", c'era lui a fare la diretta radio. E si arrivò primi. Come alla serata all'Ariston. Nei primi anni Novanta, a Canale 5, in uno spettacolo-revival che riuniva i cavalli di battaglia sanremesi, "Bella da morire" arrivò prima: presentava Mike. "Questa canzone ha una grande forza dentro", ci disse. Aveva ragione: oggi ai concerti la cantano anche i ragazzini». A.L.

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di Redazione Pisa