Sicurezza
Incrocio al buio, i rischi sono altissimi
Nicolò Colombini
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Unimmagine di un recente incidente avvenuto allincrocio del ponte alla Navetta Proteste dalla zona del ponte alla Navetta, ma nessuno fa niente
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CALCINAIA. È passato un anno dall'inaugurazione del nuovo ponte sull'Arno e dalla conseguente rivoluzione del tracciato stradale della sponda calcinaiola, ma i problemi per commercianti e automobilisti della zona del ponte alla Navetta sono sempre gli stessi. La questione dell'incrocio, già sollevata mesi fa da alcune segnalazioni, non ha trovato ascolto nelle istituzioni: il guard-rail nella parte esterna della curva a sinistra in direzione Santa Maria a Monte è sempre divelto, la segnalazione del cambio di tracciato è inesistente sia in un senso che nell'altro e l'illuminazione è del tutto assente. L'unico cambiamento riguarda il vecchio ponte, ora diventato pedonale, che in seguito ad alcuni incidenti è stato chiuso con blocchi di cemento per evitare il transito ai ciclomotori, aumentando però le difficoltà per chi si presenta in bicicletta. È la questione dei commercianti però a tornare d'attualità, dato che i quattro esercizi commerciali presenti nella zona dell'ex distributore lamentano mancanza di visibilità, oltre che di sicurezza: «Purtroppo le proteste non servono - spiega uno dei titolari - siamo in una zona dimenticata dalle istituzioni. Da un anno Comune e Provincia non riescono a trovare un accordo per sistemare la situazione, ma qui continuiamo a non vedere nessuno. Dopo il tramonto qui non si vede più niente, e se non fosse per le nostre insegne il buio sarebbe completo: l'unico lampione installato nella zona, comunque insufficiente, si è rotto recentemente, ma nessuno si è ancora fatto vivo nonostante le nostre segnalazioni». Sono quattro le attività commerciali inserite nella struttura posta all'incrocio tra via del Tiglio e via Francesca: un ristorante, un bar, un'edicola e un gommista, tutti concordi nel chiedere interventi anche piccoli ma immediati da parte degli uffici competenti. «Il danno economico è preoccupante, ma ancora più grave è il pericolo per le tante persone che ogni giorno transitano per questa strada. In attesa di interventi strutturali più sostanziosi, per il momento sarebbero sufficienti alcuni interventi rapidi e poco costosi: già la riparazione del lampione guasto sarebbe un primo segno di interesse nei confronti di questo disagio».
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