Il Tirreno

Pontedera

Santa Croce. Il sindaco: «Un’operazione inusuale perché non esistono precedenti». Dubbi dall’opposizione

Il Comune vende la fognatura

Giacomo Pelfer

Attesi 600mila euro per scongiurare la stretta del patto di stabilità

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 SANTA CROCE. Il Comune di Santa Croce inaugura la vendita. Sul banco ci sono oltre 18 chilometri di fognatura industriale, che l'amministrazione ha scelto di alienare per incamerare risorse, riportare a galla il bilancio e scongiurare le sanzioni del patto di stabilità.  È stato deciso nel consiglio comunale di lunedì, che ha sancito a maggioranza l'avvio dell'iter per la vendita della fognatura, «sulla quale - ha spiegato il sindaco Osvaldo Ciaponi - c'è da anni l'interessamento del Consorzio depuratore». Un fatto inedito, tuttavia, che sembra non avere precedenti.  «Un'operazione inusuale - l'ha definita il primo cittadino - perché non esistono precedenti sulla vendita di fognature da parte di un'ente pubblico. Questo ha comportato una fase preparatoria non indifferente». Fino ad oggi, per l'utilizzo delle condotte, il Consorzio Aquarno pagava al Comune una concessione di 155mila euro l'anno, accollandosi anche la relativa manutenzione, costata 370mila euro nel 2010. Da qui la richiesta per l'acquisizione delle condotte sotterranee e delle relative stazioni di sollevamento, per un valore complessivo di 600mila euro.  «Questa possibilità - ha detto Ciaponi - produrrà un'entrata straordinaria che è fondamentale per le casse comunali: servono fondi che ci consentano di rispettare il patto di stabilità. La situazione ci impone di vendere. Bisogna anche considerare che il canone di concessione, in pochi anni, è già sceso da 494mila euro a 155mila, per la diminuzione dei costi di ammortamento: in futuro rischiamo di ritrovarci con un canone bassissimo, pressoché nullo». Alla luce della vecchia concessione, Aquarno potrà esercitare il diritto di prelazione, altrimenti si procederà all'asta pubblica.  Contrari i gruppi di opposizione, che hanno sollevato dubbi per un'operazione che Letizia Quaglierini ha definito «da apripista». «Stiamo parlando di un bene di urbanizzazione primaria - ha sottolineato la capogruppo Pdl -. Non esistono altri privati ai quali sia stata alienata una fognatura. Siamo molto titubanti. Anche la perizia dell'ufficio tecnico è aleatoria, e la stima di 600mila euro decisamente modesta. Si rischia di incappare in un'accusa per danno erariale. D'ora in avanti, inoltre, se arriva una nuova azienda dovrà rivolgersi al depuratore anziché al Comune: è incredibile che una privatizzazione del genere sia opera di una giunta di sinistra».  «In quanto opera di urbanizzazione primaria - ha sottolineato Stefano Giannotti del Centrodestra per Santa Croce - una fognatura è un bene patrimoniale non disponibile, e come tale non può essere alienato perché utile alla collettività. Non esiste giurisprudenza che legittimi un'operazione del genere. Il valore di 600mila euro, inoltre, per una rete fognaria che vale 3 milioni, rischia davvero di farci incappare nel danno erariale». Che ha concluso: «Per mettersi al riparo da contestazioni sarebbe opportuno il bando pubblico».

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