Finanza
Fisco, in arrivo il mini-condono
Paola Silvi
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La sede dellAgenzia delle Entrate a cui occorre rivolgersi per il mini-condono in arrivo Chiusura agevolata per le liti fino a ventimila euro. C'è tempo fino al 30
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PONTEDERA. Chiusura facile e veloce per le liti pendenti che valgono fino a 20mila euro. Mille contribuenti potranno fare pace con il Fisco ricorrendo al condono. Perché le cosiddette "liti fiscali minori" potranno infatti essere definite rapidamente, in modo concordato, pagando al massimo il 50% di quanto richiesto dall'Agenzia delle Entrate. Per la precisione, sono 1.070 in provincia, secondo i dati dell'Agenzia, i casi che possono essere chiusi in anticipo, entro il 30 novembre, attraverso il pagamento di un importo agevolato. La chiusura agevolata riguarda i contenziosi che sono pendenti dal 1º maggio scorso, che hanno appunto come oggetto imposte che non superano 20mila euro e che riguardano atti impositivi, nello specifico avvisi di accertamento come il recupero di imposte o rettifica di redditi dichiarati ed atti di irrogazione di sanzioni. Sono valide inoltre ai fini della definizione agevolata solo le liti pendenti con l'Agenzia delle Entrate, e non con altri enti della pubblica amministrazione, che siano in corso di definizione, per le quali dunque non sia già stata emessa una sentenza definitiva, in una Commissione Tributaria o in Corte di Cassazione. «Tanto per fare qualche esempio - entra nel merito Marco Papiani, assessore al bilancio del Comune di Pontedera - l'Ici, l'Iva o la dichiarazione dei redditi non pagata». Non si tratta però di un condono generalizzato in quanto riguarderà solo i procedimenti meno controversi. Non possono essere chiuse le liti sui rimborsi, quelle per omesso versamento dei tributi e quelle collegate a precedenti condoni. «In linea generale - commenta ancora Papiani - si può dire che la sanatoria delle liti fiscali minori comporta vantaggi sia per i contribuenti sia per l'amministrazione fiscale». Per i contribuenti è infatti possibile definire le controversie, pagando una percentuale variabile (10%; 30%; 50%) della sola imposta, evitando così sanzioni ed interessi. Un bel risparmio, soprattutto se si pensa di poter perdere, con sanzioni che da sole superano spesso il tributo contestato. E così, per entrare nello specifico, se il valore della lite arriva fino a 2mila euro, la somma da pagare è di 150 euro. Se il valore della controversia, invece, supera i 2mila euro di importo, la somma da pagare sarà rapportata al valore della lite e corrisponderà al 10% del valore, nel caso di esito provvisorio favorevole al contribuente; al 30% del valore, se l'organo giudiziario non si è ancora pronunciato; al 50% del valore, se l'esito del giudizio è stato favorevole all'Agenzia. «Ma anche per l'amministrazione finanziaria - continua Papiani - vi sono un paio di vantaggi: uno diretto che riguarda le entrate e l'altro indiretto che riguarda lo snellimento del lavoro». Perché con questo provvedimento l'Agenzia delle Entrate incasserà subito le somme sanate, entro appunto il 30 novembre, senza dover aspettare i tempi delle sentenze, delle cartelle ed eventuali rateizzazioni, senza considerare la soccombenza. Come dire, "pochi, maledetti e subito". Questo "mini condono" permetterà anche di evitare di perdere tempo e denaro su procedimenti di piccolo importo e concentrarsi su quelli di maggior rilievo, riducendo magari i tempi di discussione. Sono due allora le date da rispettare per chiudere le liti in maniera agevolata. Entro il 30 novembre è necessario versare gli importi dovuti, usando il modello "F24 Versamenti con elementi identificativi" e indicando il codice tributo 8082. Si tratta di somme non compensabili e da versare in un'unica soluzione. Poi, entro il 2 aprile 2012, occorre presentare in via telematica la domanda di definizione della lite, disponibile sul sito internet dell'Agenzia (www.agenziaentrate.gov.it).
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