Il Tirreno

Pontedera

S. Maria a Monte, il bilancio della lista civica con un occhio al centro storico

Progetto: «L'opposizione è ignorata»

Nilo Di Modica
Pietro Belcari
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Pietro Belcari

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 S.MARIA A MONTE. «Un'opposizione dura ma responsabile, che viene costantemente ignorata». È l'accusa che i consiglieri della lista civica di Progetto per Santa Maria a Monte, Antonio Belcari e Pietro Belcari, lanciano dal palco del teatro Comunale.  Un'occasione per ribadire alcuni punti fermi, come il rispetto del territorio e lo sviluppo del centro storico. Dalle case sfitte in centro alla svalutazione dei prezzi degli immobili, passando per la difesa del mercato settimanale in piazza della Vittoria e la battaglia sul centro diurno per gli anziani nella sede delle ex-scuole elementari, oggi «abbandonate a se stesse, trasformate in una rimessa per i faldoni del Comune». Fino ad arrivare al "cratere" di via Costa, dove il muro di contenimento cedette nel febbraio del 2006, una situazione messa subito in sicurezza ma mai riportata alla normalità.  L'incontro si è svolto mercoledì scorso di fronte a un pubblico di circa quaranta persone. Una sorta di bilancio degli ultimi tre anni. «Un paese splendido, uno dei migliori del Valdarno Inferiore - ha commentato dal palco l'architetto Silvio Tempestini - un abitato che a differenza di molti altri nella sua storia non è mai stato decentrato, ha sempre vissuto tutto il suo sviluppo sulla collina intorno alla sua chiesa e oggi viene abbandonato da maggioranze tutte rivolte verso il loro serbatoio di voti, a Montecalvoli basso».  «La verità è che le idee ci sono, e noi in questi anni abbiamo a più riprese cercato di esporle a chi ha la responsabilità di amministrare il bene comune, fronteggiando la crisi richiamando i finanziamenti attraverso i progetti, le iniziative - ha dichiarato Antonio Belcari - ma in tutti questi anni niente si è fatto per il centro storico». Parole ribadite anche dall'altro consigliere, Pietro Belcari: «una maggioranza che fa il minimo indispensabile, aiutando i privati solo quando conviene, come con l'Etruria e la Coop, e che lascerà in eredità un bilancio esangue».

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