Il Tirreno

Pontedera

«Ancora una decisione definitiva non l’abbiamo presa, dovremo lavorare a uno strumento che assicuri economicità e condivisione»

Castelnuovo verso una convenzione

Paola Silvi
<b>IL SINDACO </b>Alberto Ferrini
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IL SINDACO Alberto Ferrini

Ferrini e i dubbi sull'adesione all'Unione dei Comuni: enti a rischio autonomia

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 CASTELNUOVO VDC. «Per il momento il nostro interesse è più orientato verso una convenzione, ma non abbiamo ancora preso una decisione definitiva».  I dubbi non si sciolgono a Castelnuovo. Il sindaco Alberto Ferrini, rispetto alla trasformazione della Comunità montana in Unione dei Comuni, non si sbilancia. Ma poi, stila una lista di pro e contro dove i primi sembrano nettamente in svantaggio sui secondi. Entro il 31 dicembre la Comunità montana, per legge, va in commissariamento e le 5 amministrazioni che la compongono sono chiamate a esplicitare la propria posizione in merito. Time limit: il 21 novembre. L'adesione è arrivata intanto da Monteverdi, Montecatini e Pomarance mentre in quel di Castelnuovo ancora se ne discute. E pure a Volterra il sindaco e la maggioranza, in consiglio comunale, hano deliberato la non volontà politica di aderire. «Abbiamo fissato un incontro - entra nel merito il Ferrini - con Franca Biglio, presidente dell'Anpci, associazione nazionale dei piccoli comuni, che verrà da noi per approfondire e analizzare nei dettagli la questione. Crediamo che la maggior informazione ci aiuti a scegliere in maniera più consapevole. Anche perché questa decisione ci vincolerà per i prossimi anni».  E se le gestioni associate di alcune funzioni vitali delle comunità sono fondamentali, soprattutto in tempi di crisi, per il mantenimento dei servizi e per evitare l'aumento delle tasse, Ferrini propende per uno strumento più snello. «E' necessario colmare il vuoto che la Comunità montana lascia ma ogni territorio - aggiunge - ha le proprie esigenze e le proprie specificità. Così, tanto per fare un esempio, fra le deleghe della Cm c'era anche quella all'agricoltura. Ma Castelnuovo, non essendo un'area a evidente valenza agricola, non ha una forte motivazione per approfondire la gestione comune di questa funzione. Magari però ne ha altre». Tanti ancora i nodi da sciogliere, insomma. Tante ombre e poche luci sulla riforma istituzionale. «Con le Unioni - conclude Ferrini - i singoli enti perdono di autonomia. Dovremo invece lavorare ad uno strumento che assicuri l'economicità, che permetta un risparmio, che crei condivisione sotto alcuni aspetti ma che non tolga nulla in termini di autodeterminazione». All'orizzonte una convenzione con Volterra?

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