Il Tirreno

Pontedera

Mercatone Uno, trentasei posti a rischio

Chiesta la mobilità per il 50% dei dipendenti di Navacchio e Capannoli

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 NAVACCHIO. Un altro duro colpo all'occupazione. Un'altra attività che contrae i propri organici. È quello che sta succedendo ai dipendenti di Mercatone Uno. C'è una trattativa, a livello nazionale, che prevede il taglio di un centinaio di dipendenti, tra tutti i punti vendita (tre sono in Toscana) e anche una rimodulazione dell'impiego orario degli altri che resteranno in servizio.  In mobilità. La trattativa nazionale è in fase di conclusione. Il prossimo incontro ci sarà nella settimana che arriva, la prima di ottobre. Solo dopo la firma dell'intesa, con i sindacati, si passerà, a metterli in pratica, nei punti periferici.  I posti che rischiano. Secondo i sindacati della nostra zona che stanno seguendo la trattativa, i posti in esubero nel punto vendita di Navacchio sarebbero diciotto. Altrettanti, in termini numerici, quelli che dovranno essere tagliati dall'altro magazzino di Mercatone Uno, in provincia di Pisa, il punto vendita di Capannoli. «Si tratta - spiega la sindacalista della Filcams Cgil Caterina Ballanti- di una richiesta che dovrebbe riguardare uscite volontarie dall'azienda. Almeno stando a quel che fino a oggi è stato discusso con i vertici dell'azienda. Aspettiamo di capire ciò che succede a Bologna, dov'è in corso la trattativa nazionale: i sindacati e i vertici dell'azienda tornano a incontrarsi l'8 ottobre. Poi discuteremo quegli accordi sul territorio».  I dipendenti di mercatone Uno, in questa zona, sono circa una settantina, equamente divisi tra i negozi di Navacchio e di Capannoli. «La parte successiva - spiega ancora la sindacalista - riguarda la possibile rimodulazione dell'impiego orario di chi resta al lavoro.  Contratti di solidarietà. Per dirla con uno slogan tanto in voga negli anni Settanta, "lavorare meno per lavorare tutti": Questo il senso dei contratti di solidarietà: chi non lascerà il lavoro, chi non andrà in mobilità, dovrà fare i conti con un orario ridotto: meno ore, alla settimana. «Anche su questo - conclude la sindacalista -al momento abbiamo solo delle indicazioni su cui poter discutere. Tutto è legato all'accordo definitivo. Però, così è: a chi resta verranno proposti contratti di solidarietà che, tradotti in termini pratici, significa che ogni dipendente rinuncerà a una parte di monte orario di lavoro e, di conseguenza, a una parte di salario».  Trecento posti in Toscana. La vicenda, in Toscana, riguarda anche un altro punto vendita di Mercatone Uno: ed è quello di Altopascio, dove le persone che rischiano la mobilità sono 21 su cento dipendenti complessivi. Se, allargiamo l'orizzonte anche ai punti vendita di Firenze e Siena, si arriva a quota cento posti di lavoro a rischio.

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