Il Tirreno

Pontedera

L’assessore regionale Scaramuccia: «I controlli non devono creare un danno alle imprese ma rafforzarle»

Un'azienda su cinque non è in regola

Giacomo Pelfer
Un'azienda su cinque non è in regola

Il dato presentato al convegno dell'Asl su "Sicurezza e salute nelle concerie"

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 SANTA CROCE. Il quadro è quello di un territorio che ha bisogno di grandi attenzioni, con criticità da non sottovalutare, ma che al tempo stesso è riuscito negli anni a garantire un generale miglioramento delle condizioni di lavoro. Luci e ombre quindi. Dove le ombre sono legate soprattutto all'impiego in alcune aziende di manodopera a nero, in aumento i casi sotto i colpi della crisi.  Un fenomeno che va pericolosamente a braccetto con il peggioramento delle condizioni di sicurezza sul lavoro. E' questa la fotografia che esce dal convegno che si è tenuto ieri mattina a Santa Croce, all'interno del Museo del Cuoio, dal titolo "Sicurezza e Salute nelle concerie" (foto). Un'occasione, organizzata dall'Asl 11 di Empoli, che è servita per fare il punto sul Valdarno e le sue aziende. E che ha portato a Santa Croce anche l'assessore regionale alla Sanità Daniela Scaramuccia. Tanti i rappresentanti del mondo imprenditoriale e sindacale.  Gli esperti hanno analizzato la questione nelle sue articolazioni. I rischi per la salute, dovuti soprattutto all'esposizione o al contatto con sostanze pericolose. Il problema sicurezza, legato all'ambiente di lavoro e in particolare ai macchinari. Tonina Enza Iaia ha parlato di 283 patologie segnalate nel settore conciario tra il 1997 e il 2010. A farla da padrona sono le dermatiti da contatto (28%), seguite dai tumori (27%); più staccate le malattie muscolo-scheletriche (19%) e quelle legate al rumore (15%). Tra i tumori si segnalano quelli paranasali (50 casi accertati in vent'anni) e quello alla vescica.  Per quanto riguarda la sicurezza all'interno delle aziende, si registrano 136 inchieste nella zona del Cuoio per infortuni sul lavoro, effettuate dalla Asl tra il 2009 e il 2010, di cui 52 nel settore conciario. Di questi, il 72% è legato ai macchinari, soprattutto nelle aziende di spaccatura e scarnatura. Nel biennio l'Asl di Empoli ha effettuato controlli sui macchinari di 82 aziende, risultate non i regola nel 37% dei casi.  A preoccupare di più sono i dati della Direzione provinciale del lavoro, che ha riscontrato irregolarità in oltre il 60% delle 51 aziende ispezionate dall'inizio dell'anno, quasi tutte di piccole dimensioni. E quelle nel campo della sicurezza e della salute s'impennano rispetto alla media. Un quadro allarmante, reso noto pochi mesi fa e ricordato anche ieri mattina nel corso del convegno.  «Quello conciario è storicamente un distretto complesso per la salute e l'ambiente - ha detto l'assessore Scaramuccia -, che è riuscito però ad ottenere ottimi risultati negli ultimi anni, per gli stessi lavatori ma anche per tutti i suoi abitanti. Ripartiamo da questa esperienza positiva. Anche se il lavoro in nero rappresenta un problema in più da affrontare, non dimentichiamo che il conciario è un settore che continua a reggere il mercato, e che può fare da traino per il manifatturiero di tutta la regione. I controlli non devono creare un danno alle imprese ma rafforzarle». Che ha concluso: «L'impegno per la sicurezza sul lavoro funziona solo se tutti gli attori coinvolti fanno la loro parte - ha detto l'assessore regionale Daniela Scaramuccia -. Le morti sul lavoro in Toscana stanno diminuendo, anche se con un certo ritardo per la manodopera femminile. Siamo anche consapevoli, però, che questa diminuzione è dovuta anche ad un calo delle ore di lavoro. Bisogna far passare l'idea che non esiste il fato, che tutte le morti sono evitabili perché le regole salvano la vita».

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