Il Tirreno

Pontedera

Un'azienda sotto custodia

Un’aula di tribunale per le udienze
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Un’aula di tribunale per le udienze

Eredità contesa, "congelato" il 49% di azioni della Soft Italia

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CALCINAIA. Congelato, in attesa di giudizio. È in mano a un custode il 49% del pacchetto azionario della Soft Italia Spa di Fornacette. Il sequestro giudiziario è stato disposto dalla Corte d'appello di Firenze in attesa che si risolva la controversia sulla proprietà delle partecipazioni dell'azienda leader nella produzione di selle e bauletti. L'assetto della Società per azioni potrebbe cambiare. Fondata nel 1969 è da allora sotto la guida della stessa famiglia la Soft Italia, una realtà leader nella progettazione e produzione di selle e bauletti per ciclomotori ma anche di poltrone per l'arredo e il trasporto pubblico e privato.  L'azienda opera su due stabilimenti, per una superficie coperta complessiva di 12mila metriquadrati. In parte nella sede centrale di Fornacette, dove vengono realizzati poltrone selle e cuscini, e il resto a Ponsacco, dove sono prodotti gli articoli di valigeria. Una realtà che dà lavoro a circa cinquanta addetti, che arrivano a cento nei picchi stagionali.  Una lite sull'eredità, avviata nel 2003, tira in ballo l'azienda per i riflessi sull'assetto societario che si legano alla risoluzione della controversia. Il custode è stato nominato sulla scorta della sentenza di primo grado del tribunale di Pisa, che ha stabilito che la cessione del 49% delle azioni della Soft Italia ad una società di diritto inglese, avvenuta alcuni anni fa, sia stata in realtà una vendita simulata. Da qui, in attesa che sull'accaduto sia accertata una verità giudiziaria definitiva la scelta del "congelamento" presa con un'ordinanza dal presidente della Corte d'appello di Firenze, lo scorso 20 settembre.  Ad aprire le porte al sequestro del pacchetto azionario, deciso dalla Corte d'appello fiorentina, è una sentenza del tribunale di Pisa. Quest'ultima si è basata su una sentenza della Cassazione in merito al ricorso presentato dalla vedova di uno dei soci e proprietari di Soft Italia, deceduto nel 2001, nell'ambito di una serie di procedimenti da lei iniziati nel 2003 con l'impugnazione del testamento per la divisione dell'eredità.  La cessione del 49% delle azioni dell'azienda di Fornacette, insieme alla vendita di un ingente patrimonio immobiliare, sarebbe avvenuta poco prima della morte per malattia. Cessione per effetto della quale nella società sarebbe rimasto un unico socio. Ma secondo la vedova sui conti correnti del defunto non era stato trovato nulla del ricavato delle vendite dell'ingente patrimonio immobiliare e azionario. Da qui l'inizio dei vari giudizi verso gli acquirenti.  La Soft Italia è un'azienda con clienti di tutto rispetto e un fatturato nell'ordine dei 20 milioni di euro. I committenti oltre allo storico Piaggio e ai marchi del Gruppo di Pontedera, vanno da Suzuki a Technogym, da Trenitalia a Gobbi Boats.

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