Il Tirreno

Pontedera

Palatartufo, dubbi sul bando

Gianni Rosini
Una passata edizione
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Una passata edizione

I "grillini" sposano la protesta di un imprenditore

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 SAN MINIATO. Manca poco più di un mese al via della 41esima Mostra mercato del tartufo bianco e già affiorano le polemiche sull'organizzazione dell'evento. In attesa di conoscere da chi sarà gestito e quali novità verranno apportate alla struttura del Palatartufo, arrivano i dubbi sulla correttezza della gara per l'assegnazione dello spazio.  A farsi carico delle lamentele di un imprenditore del Comprensorio ci ha pensato il Movimento 5 stelle di San Miniato che ne ricostruisce i rapporti con San Miniato Promozione, ovvero l'ente responsabile del bando. L'imprenditore aveva contattato a inizio estate San Miniato Promozione, che stava pubblicizzando il bando, richiedendo informazioni sulle modalità i tempi ed i costi.  La data di scadenza per la presentazione della domanda era il 15 settembre. «L'imprenditore - ricostruiscono i 5 Stelle -, in procinto di chiedere un finanziamento per l'investimento, attenderà tutta l'estate per la richiesta. È il 9 settembre quando riceve la risposta».  Nei restanti sei giorni a sua disposizione era impossibile, per l'imprenditore, riuscire a presentare un programma che comprendesse un intero mese di serate, senza tenere conto dell'organizzazione prettamente tecnica dell'evento (strutture, tendone, spazi) e i vincoli all'approvazione delle serate da parte dell'ufficio Turismo, riuscendo anche a fornire una stima dei costi per poter richiedere un eventuale finanziamento alle banche. Ed è di fronte a queste difficoltà che ha deciso di rinunciare alla possibilità di gestire il Palatartufo 2011.  La vicenda solleva molti interrogativi sia nel diretto interessato che nel Movimento 5 stelle sanminiatese. «Perché - si chiedono i "grillini" - si è aspettato così tanto tempo a dare una risposta agli imprenditori interessati? Perché nel bando non c'è alcun riferimento ai costi dell'operazione?». E concludono: «Certi maligni potrebbero pensare che non ci fosse da parte della Fondazione tutta questa voglia di assegnare l'appalto, forse perché in realtà lo si era già assegnato in gran segreto?».

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