Il Tirreno

Pontedera

Rifondazione contro il protocollo d’intesa

"Questa non la beviamo" manifesti contro l'Arpat

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 MONTOPOLI. Il manifesto è di quelli che non passano inosservati. In primo piano una bottiglia d'acqua, dal colore poco invitante, con l'etichetta "Arpat, buona come prima". "Questa proprio non ce la beviamo", recita in testa la locandina. E' il manifesto scelto da Rifondazione, già affisso nei circoli del Valdarno, per protestare contro il protocollo di gestione dell'Arpat di San Romano che i sindaci della zona si apprestano a sottoscrivere. Un accordo che garantisce il mantenimento del centro, lasciando però in sospeso alcune questioni, come il nodo del personale, alimentando i dubbi di chi teme un effettivo depotenziamento del servizio.  «I sindaci e il Pd di zona - recita la locandina - hanno supinamente accettato che l'Arpat di San Romano venisse depotenziata, e ora vorrebbero farci credere che svolgerà gli stessi compiti di prima senza problemi. Ma a chi vogliono darla a bere?». Da qui la proposta, avanzata da Rifondazione alla propria rappresentante in Regione, Monica Sgherri, di portare a San Romano la sesta commissione regionale (Ambiente e territorio). «Per restituire verità - si legge in una nota - sullo stato del servizio. La nostra critica è rivolta all'Arpat provinciale, quando afferma che l'attività di San Romano è minimale e insignificante. Quell'amministratore pubblico che riduce il nostro impegno alla difesa di soli tre posti di lavoro, se conosce la problematica, è un bugiardo; se non la conosce è bene che si informi: l'onestà politica lo farebbe nostro alleato». G.P.

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