Il Tirreno

Pontedera

Nelle foto la verità sulla notte brava dei giovani vandali

L’incendio del biliardino durante la notte brava dei vandali a San Miniato
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L’incendio del biliardino durante la notte brava dei vandali a San Miniato

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 SAN MINIATO. Ci sono le fotografie della notte del raid compiuto in centro a San Miniato e allo chalet. Vandalismi ingiustificati compiuti a distanza di poche ore dalla notizia della morte, a causa di gravissime ustioni, di Omar Naji, un ragazzo molto conosciuto a San Miniato. Mentre la cittadina piangeva la prematura scomparsa del ventenne, altri giovani si rendevano protagonisti dei vandalismi su cui sono in corso indagini della polizia municipale.  L'impressione di chi sta cercando di risalire all'autore dei vandalismi - che potrebbe però essere stato aiutato da altri giovani - è che molti siano a conoscenza di come sono andate le cose. La polizia municipale sta "lavorando" su un giovane in particolare. Ed è abbastanza diffusa anche la convinzione che gli atti di teppismo siano in qualche modo riconducibili a una reazione di rabbia per la scomparsa dell'amico, avvolto dalle fiamme in un parcheggio vicino alla Misericordia di San Miniato Basso dove stava svolgendo il servizio civile.  Chi sa però non parla. Nessuno vuole esporsi. Per paura di ritorsioni o per non mettere ulteriormente nei guai un giovane che, evidentemente, ha molti problemi. C'è anchi chi pensa che forse potrebbe essere tentata un'azione di recupero di un gruppetto di adolescenti che anche in altre occasioni si sono messi in evidenza con vandalismi vari.  Alla fine i danni reali causati all'amministrazione comunale, quelli allo chalet, non arrivano a mille euro. Ma il fatto che gli autori abbiano creato un gran trambusto nel cuore di San Miniato sta facendo molto discutere.  Le immagini che pubblichiamo sono abbastanza eloquenti. Mostrano un biliardino dato alle fiamme nei loggiati di piazza Dante Alighieri e trovato liquefatto la mattina successiva. Proprio i vandalismi compiuti in questa zona sono quelli rimasti sotto silenzio. I cittadini non vogliono essere coinvolti nella brutta storia.  Eppure i carabinieri erano già stata chiamati il pomeriggio della morte del ventenne. Ed era stata segnalata una situazione alquanto preoccupante anche se dettata dal dolore, dalla reazione per una notizia che nessuno avrebbe mai voluto ricevere.  Nei giorni del lutto e del dolore le indagini sono state svolte con tutta la cautela necessaria. Ma certamente le immagini delle sedie rovesciate o lanciate sul tetto dello chalet e di vasi e cestini divelti, non erano passate inosservate.  Così come fanno una certa impressione le foto che vi mostriamo. Forse il raid compiuto durante la notte ha qualche testimone. La polizia da parte sua rinnova l'invito a collaborare con le indagini. Per riparare i danni, quantificati come abbiamo detto in meno di mille euro, deve prevalere il senso civico rispetto ai timori.

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di Redazione web