Il dolore
«Intitoliamo una piazza a Carlo Giuliani»
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Carlo Giuliani In consiglio comunale a San Miniato la proposta di Comunisti Uniti e Sel
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SAN MINIATO. Dedicare una strada, una piazza, un angolo del comune di San Miniato al ricordo di Carlo Giuliani, il ragazzo che dieci anni fa rimase ucciso durante gli scontri al G8 di Genova. È la proposta dei consiglieri Fabio Corsi dei Comunisti Uniti e Laura Cavallini di Sel, che arrivano oggi in consiglio comunale con un ordine del giorno da sottoporre in discussione. L'idea era emersa nell'ambito della Festa Comunista, che il primo settembre scorso aveva portato a Ponte a Egola anche Giuliano Giuliani, padre di Carlo, per un dibattito dal titolo "Dieci anni dopo Genova". Da qui la richiesta di un impegno, da parte del consiglio comunale di San Miniato, ad onorare la memoria di quei fatti, intitolando in futuro una strada o una piazza a Giuliani, il manifestante ucciso il 20 luglio 2001, all'età di 23 anni, durante l'assalto a un mezzo dei carabinieri in piazza Alimonda a Genova. «In quelle giornate del luglio 2001 - si legge nell'ordine del giorno - fu messa in atto una durissima repressione nei confronti del movimento altermondialista, con l'esplicita finalità di isolarlo e criminalizzarlo. Furono violati basilari diritti umani, con una sospensione di fatto delle garanzie democratiche sancite dalla Costituzione, come emerso dalle inchieste e dalle sentenze di condanna della magistratura, nonché da centinaia di testimonianze dirette». «Considerata - prosegue il testo - la necessità di perseguire verità e giustizia sulla morte di Carlo Giuliani e sui fatti di Genova, di fronte ai tentativi del potere politico e dei vertici dello Stato per nascondere e sminuire le reali responsabilità», si chiede al consiglio comunale di «esprimere solidarietà alla famiglia di Giuliani e a tutte le persone che subirono la repressione». Infine l'impegno formale ad «intitolare - si legge - una strada o una piazza a Carlo Giuliani, a testimonianza del proprio impegno nel chiedere verità e giustizia sui fatti di Genova, per accertare tutte le responsabilità di quella brutale repressione e impedire qualsiasi futura violazione delle libertà democratiche». G.P.
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