Il dolore
Guerra a colpi di lettere tra municipio e scuola
Nilo Di Modica
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Alunni di una primaria di Santa Maria a Monte L'istituto "Carducci" addossa al Comune la colpa della mancanza dell'orario definitivo
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SANTA MARIA A MONTE. É guerra a colpi di lettere fra scuola e Comune. Al centro, neanche a dirlo, ci sono genitori e alunni. Le stesse famiglie alle quali alcuni giorni fa è stata recapitata una lettera dell'istituto comprensivo Carducci con l'orario provvisorio nelle cinque scuole primarie del territorio comunale. Tutto come al solito, insomma. Se non fosse che al seguito dell'orario la scuola abbia dedicato qualche parola anche al Comune. «Viste le difficoltà dovute ai tagli nel garantire i rientri pomeridiani e visti gli esiti degli incontri con l'amministrazione - scrive l'istituto - l'orario definitivo sarà comunicato prima possibile non appena la scuola verrà a conoscenza delle reali possibilità dell'amministrazione comunale di intervenire in tal senso». In poche parole, una richiesta d'aiuto. Iniziativa che ha tutta l'aria di voler tirare per la giacchetta il sindaco, che subito ha replicato con un'altra lettera, sempre inviata alle famiglie interessate. «La riforma Gelmini disegna una scuola che noi non vogliamo - esordisce il primo cittadino nella lettera - sappiamo benissimo che i tagli al personale docente e ausiliario creano grosse difficoltà, anche negli altri gradi d'istruzione, ma il Comune, nonostante gli sforzi, non potrà mai sostituirsi agli impegni ministeriali». Una stoccata che non manca anche di qualche tono polemico nei confronti del consiglio d'istituto. «Riteniamo che male abbia fatto il consiglio a scrivere ai genitori che la scuola sarebbe iniziata con un orario provvisorio in attesa che il Comune provvedesse», replica Turini. «Il consiglio avrebbe dovuto trasmettere l'orario che era in grado di garantire, senza assumersi la responsabilità di radicalizzare lo scontro genitori-Comune». Turini ha inoltre voluto sottolineare i numerosi impegni portati avanti dall'amministrazione a favore della scuola e a supporto delle esigenze più stringenti. «Oltre alle numerose spese alle quali il Comune già adesso fa fronte per il personale Ata, dobbiamo considerare il supporto all'offerta formativa che come amministrazione investiamo nel protocollo d'intesa, che nell'anno 2010/2011 ammontava a 50mila euro - spiega il sindaco -. A questo dovrebbero essere aggiunte le ulteriori richieste dal consiglio, che non si limitano certo alle poche migliaia di euro a cui si faceva riferimento nell'assemblea del 5 settembre con le autorità scolastiche». Di qui l'impegno. «Come Comune abbiamo preso l'impegno di valutare la situazione economica e siamo pronti ad impegnarci ulteriormente - aggiunge Turini - compartecipando con 9.280 euro al progetto regionale Pegaso, che ha dato l'opportunità di attivare due sezioni nella primaria di Santa Maria a Monte; con un ulteriore finanziamento alla formazione col protocollo d'intesa di 50mila euro per quest'anno; garantendo tutti i servizi che già sono a nostro carico come la mensa ed il trasporto e mettendo a disposizione ulteriori 8mila euro circa per il supporto al personale Ata. «Siamo sicuri che anche la scuola provvederà, da parte sua, ad ottimizzare le sue risorse, riuscendo a far fronte alle difficoltà a cui è chiamata a rispondere - conclude il primo cittadino -. Noi continueremo nel nostro impegno, anche come Valdera, ma deve essere chiaro che stiamo sostenendo una "scuola che non c'è"».
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