Sicurezza
Intervista al direttore generale di Asa sullinvaso di Puretta
«Il progetto si tocca solo se sarà la Regione a chiederlo»
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Il Masso delle fanciulle a Pomarance 2 MINUTI DI LETTURA
VOLTERRA. Nessuna richiesta di "modifica" è arrivata sul tavolo dei vertici Asa. Il "loro" progetto Puretta è un tema caldo in Alta Valdicecina. Quell'invaso da 720mila metri quadrati che verrà costruito nel Volterrano, al confine con la riserva naturale del Berignone, per risolvere una volta per tutte il problema dell'approvvigionamento idrico, da tempo non fa dormire sonni tranquilli agli ambientalisti. In testa c'è il gruppo del Wwf che nei giorni scorsi, dopo una lunga chiacchierata con l'assessorato all'ambiente della Regione, è riuscita a strappare l'impegno di adottare prescrizioni rigide per quanto riguarda l'impatto ambientale del lago artificiale. Dall'altra parte, l'azienda che ha proposto la maxi operazione - Asa appunto - non si scompone. «Quando gli enti preposti ci chiederanno di adottare delle prescrizioni, come sempre saremo pronti ad impegnarci per recepirle», fa sapere Michele Caturegli, direttore generale di Asa. Doppia la lettura che si può dare della sua dichiarazione. Da una parte si sottolinea la disponibilità della società con sede a Livorno a "rivedere" il piano, se richiesto dai soggetti titolati a farlo. Dall'altra è come se si volesse tendere una riga tra chi ha il potere reale di farlo - Regione Toscana - e chi no - Wwf -. Nel faccia a faccia tra gli ambientalisti e Firenze viene fuori anche la carenza di proposte alternative all'interno degli elaborati del progetto. In sostanza mancherebbero altri tipi di ipotesi, maxi lago artificiale a parte, per garantire acqua al territorio. Su questo tasto la risposta di Asa viaggia sul filo dell'ironia: «Ogni opera ha sempre in sé una molteplicità di alternative, che, a loro volta, hanno sempre in sé ulteriori molteplicità di alternative», chiude Caturegli. In soldoni, se per Asa ci fossero state alternative, sarebbero dentro al progetto. F.S.
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