Attenzione
Buti e Era, si alza il sipario
Emilio Chiorazzo
Un cartellone ricco di qualità e proposte interessanti
3 MINUTI DI LETTURA
Il teatro come luogo per far crescere la solidarietà del territorio. Il teatro come casa dell'arte, ma anche delle associazioni. È così che il sindaco Simone Millozzi pensa alla struttura del teatro Era. «Capace di ospitare non solo gli attori, i loro spettacoli, - dice - ma anche sede della consulta di quartiere, della filarmonica comunale da pochi giorni anche sala prove per la Corale pontederese. Questo è un percorso, positivo, di apertura alla gente». E l'apertura alla gente è l'obiettivo che si pone anche la rassegna teatrale che viene proposta per quest'anno.
È la seconda volta che il cartellone è realizzato insieme con il teatro Francesco di Bartolo di Buti. E, le ambizioni sono ancora più importanti: all'inizio di ottobre, i due teatri, insieme a quelli di Cascina e di Pisa, presenteranno una rassegna unica, per tutta la Provincia. È il primo tentativo, forse nato un po' troppo frettolosamente, ma - come ha spiegato l'assessore provinciale Silvia Pagnin - «che dovrà diventare un impegno per il futuro. Un cartellone unico, capace di unire le esperienze di tre teatri». È per questo che quella che unisce i teatri Era e Di Bartolo si chiama "Una stagione per la Toscana". Parte da gennaio, anche se gli abbonamenti si possono già sottoscrivere. Intanto fino a fine mese. Poi, durante il festival di ottobre.
Quella dello scorso anno ha ottenuto grande successo. Lo sottolinea il presidente della Fondazione teatro Era, Antonio Chelli «L'avvio fu stentato - spiega - ma poi ha ottenuto un notevole interessa, da parte della città». Snocciola anche i numeri: 15mila presenza, oltre il 90% di spettatori paganti. «Cominciamo a tare sui binari giusti - dice, pensando al bilancio dell'attività - il teatro aveva bisogno di partire. Pensiamo di recuperare il deficit in due o tre anni». Chelli spiega anche la collaborazione con Buti.
«Abbiamo un debito di riconoscenza - dice - perché negli anni ci ha permesso di accreditarci in vari luoghi importanti». Su questo matrimonio torna anche il sindaco di Pontedera: «Va sottolineata la capacità di due eccellenze culturali di fare stagione insieme - dice Millozzi - E poi va considerato lo sforzo di proporre un cartellone di qualità in un periodo triste, per la cultura. Non è facile mantenere qualità ed equilibrio di bilancio». Anche gli assessori alla cultura di Pontedera, Liviana Canovai e di Buti, Isa Garosi, puntano soprattutto sulla valenza sociale del teatro. «Questo è un luogo fisico e culturale - dice Canovai - dove la gente ha la possibilità di riconoscersi. Qui si apprende e si ottiene valore aggiunto, stando insieme».
Nel merito della stagione, delle proposte, entrano Luca Dini, per il teatro Era e Dario Marconcini, per quello di Buti. «Le due stagioni si intrecciano - dice Dini - e offrono soluzioni interessanti». Da una parte il classico, il tradizionale, dall'altra qualche proposta che strizza meno l'occhio all'omologazione. «È questo il presupposto con cui è nato il teatro di Buti - segnala Marconini - Lo penso come un avamposto, un luogo che sappia distinguersi, proprio dall'omologo, che abbia una propria identità».
Le proposte sono varie. Per gli amanti del classico c'è Umberto Orsini che presenta una satira sulla corruzione del potere, scritta da Brecht (paragonando Hitler ai gangster dell'America anni Trenta); la coppia Fantastichini-Isabella Ferrari con Il Catalogo, una commedia delicata e divertente, ispirata al don Giovanni di Mozart. E, ancora, ci saranno Marco Paolini, Franca Valeri insieme con Licia Maglietta, attori della tradizione teatrale come Carlo Cecch ie Glauco Mauri. E poi produzioni pontederese (una con il teatro Minimo, su un'opera di Eduardo De Filippo, per la quale son ostati acquistati i diritti dal figlio Luca); e di Buti (ad aprile la prima nazionale di La Marche, diretta proprio da Dario Marconcini). Ce n'è davvero per tutti.
È la seconda volta che il cartellone è realizzato insieme con il teatro Francesco di Bartolo di Buti. E, le ambizioni sono ancora più importanti: all'inizio di ottobre, i due teatri, insieme a quelli di Cascina e di Pisa, presenteranno una rassegna unica, per tutta la Provincia. È il primo tentativo, forse nato un po' troppo frettolosamente, ma - come ha spiegato l'assessore provinciale Silvia Pagnin - «che dovrà diventare un impegno per il futuro. Un cartellone unico, capace di unire le esperienze di tre teatri». È per questo che quella che unisce i teatri Era e Di Bartolo si chiama "Una stagione per la Toscana". Parte da gennaio, anche se gli abbonamenti si possono già sottoscrivere. Intanto fino a fine mese. Poi, durante il festival di ottobre.
Quella dello scorso anno ha ottenuto grande successo. Lo sottolinea il presidente della Fondazione teatro Era, Antonio Chelli «L'avvio fu stentato - spiega - ma poi ha ottenuto un notevole interessa, da parte della città». Snocciola anche i numeri: 15mila presenza, oltre il 90% di spettatori paganti. «Cominciamo a tare sui binari giusti - dice, pensando al bilancio dell'attività - il teatro aveva bisogno di partire. Pensiamo di recuperare il deficit in due o tre anni». Chelli spiega anche la collaborazione con Buti.
«Abbiamo un debito di riconoscenza - dice - perché negli anni ci ha permesso di accreditarci in vari luoghi importanti». Su questo matrimonio torna anche il sindaco di Pontedera: «Va sottolineata la capacità di due eccellenze culturali di fare stagione insieme - dice Millozzi - E poi va considerato lo sforzo di proporre un cartellone di qualità in un periodo triste, per la cultura. Non è facile mantenere qualità ed equilibrio di bilancio». Anche gli assessori alla cultura di Pontedera, Liviana Canovai e di Buti, Isa Garosi, puntano soprattutto sulla valenza sociale del teatro. «Questo è un luogo fisico e culturale - dice Canovai - dove la gente ha la possibilità di riconoscersi. Qui si apprende e si ottiene valore aggiunto, stando insieme».
Nel merito della stagione, delle proposte, entrano Luca Dini, per il teatro Era e Dario Marconcini, per quello di Buti. «Le due stagioni si intrecciano - dice Dini - e offrono soluzioni interessanti». Da una parte il classico, il tradizionale, dall'altra qualche proposta che strizza meno l'occhio all'omologazione. «È questo il presupposto con cui è nato il teatro di Buti - segnala Marconini - Lo penso come un avamposto, un luogo che sappia distinguersi, proprio dall'omologo, che abbia una propria identità».
Le proposte sono varie. Per gli amanti del classico c'è Umberto Orsini che presenta una satira sulla corruzione del potere, scritta da Brecht (paragonando Hitler ai gangster dell'America anni Trenta); la coppia Fantastichini-Isabella Ferrari con Il Catalogo, una commedia delicata e divertente, ispirata al don Giovanni di Mozart. E, ancora, ci saranno Marco Paolini, Franca Valeri insieme con Licia Maglietta, attori della tradizione teatrale come Carlo Cecch ie Glauco Mauri. E poi produzioni pontederese (una con il teatro Minimo, su un'opera di Eduardo De Filippo, per la quale son ostati acquistati i diritti dal figlio Luca); e di Buti (ad aprile la prima nazionale di La Marche, diretta proprio da Dario Marconcini). Ce n'è davvero per tutti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
