Il dolore
Bretella del Cuoio, pozzo senza fine
Giacomo Pelfer
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Uno scorcio della Bretella del Cuoio, i cui lavori secondo lassessorato ai lavori pubblici della Provincia dovrebbero terminare entro la fine dellanno Il costo dell'opera è ultimamente salito ad oltre 25 milioni di euro
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SANTA CROCE. Tutto pronto entro la fine dell'anno. E' questa la stima più recente per la conclusione dei lavori alla Bretella del Cuoio, spina dorsale della futura viabilità del Valdarno, che impegna la Provincia dal 2006 tra continui stop e ripartenze. Salvo imprevisti, comunque, sarà questione di qualche mese, anche se la nuova arteria arriverà a conclusione con diversi punti interrogativi. A cominciare dalla mancanza dell'uscita intermedia: i due "braccetti" che dovranno collegare la Bretella con le aree industriali di Castelfranco e Santa Croce. Un'opera inserita nel progetto in un secondo momento, a carico esclusivo dei due Comuni, ma destinata a rimanere bloccata dai limiti di spesa imposti dal Patto di stabilità. Le amministrazioni stanno cercando strade alternative di finanziamento, sulle quali rimangono ancora alcuni dubbi. A Santa Croce, molto dipenderà dall'effettiva capacità di accesso al credito per la "Santa Croce pubblici servizi", la Srl partecipata interamente dal Comune al quale l'amministrazione ha delegato il proprio patrimonio immobiliare. Nel frattempo, crescono anche i dubbi sui costi complessivi della Bretella: 24milioni e 900mila euro, ai quali è stato aggiunto di recente un altro milione e 155mila, di cui 850mila (stando alle dichiarazioni della Provincia) per l'installazione di ulteriori pannelli fonoassorbenti. Cifre che alimentano interrogativi, già espressi dal consigliere provinciale Giampiero Carli (gruppo misto) e ripresi adesso da Stefano Giannotti, capogruppo de "Il centrodestra per Santa Croce", con un'interrogazione presentata lunedì in consiglio comunale. «E' una cifra che sembra quantomeno eccessiva per i soli pannelli, che in buona parte erano già previsti nel progetto iniziale - dice Giannotti -. In base ai nostri preventivi il costo dei pannelli è di 300 euro al metro quadro, montaggio incluso: con le cifre fornite dalla Provincia si arriva ad un'estensione di barriere acustiche che è più lunga del ponte stesso. Vorremmo sapere quanti sono i proprietari di abitazioni che ne hanno fatto richiesta, e soprattutto in base a quali parametri tecnici il rumore proveniente dal traffico è risultato insostenibile, dato che la Bretella non è ancora ultimata. Ci domandiamo, infine, se non era più opportuno utilizzare questa cifra per realizzare due rotatorie al posto dei semafori sulla Francesca Bis, permettendo così un miglior accesso alla zona industriale». «E' una polemica che non si capisce dove voglia arrivare - ribatte l'assessore provinciale ai lavori pubblici Gabriele Santoni -. Abbiamo ricevuto una richiesta di ulteriori pannelli da alcuni cittadini. Data la valenza della strada, la Regione ha riconosciuto che il vecchio progetto era carente a livello di insonorizzazione acustica, accordandoci risorse aggiuntive avanzate da ribassi d'asta per lavori su strade regionali. Non potevamo usare questi soldi per altri scopi. L'acquisto dei pannelli è documentato, è tutto agli atti. Chiunque può controllare». Sul problema dei ritardi, invece, l'assessore parla di «un fatto fisiologico, per un'opera complessa - sottolinea - con un ponte da 900 metri che è tra i più lunghi d'Italia. Non dimentichiamo, inoltre, che nell'arco di soli 7 anni la Provincia ha investito circa 150 milioni in opere pubbliche, di cui 25 solo per la Bretella, 50 per la superstrada e 18 per il nuovo ponte alla Navetta».
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