Il Tirreno

Pontedera

Non costruisce più nessuno Al Comune mancano 300mila euro di oneri di urbanizzazione

Un cantiere edile
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Un cantiere edile

Le entrate sono calate ancora di un altro trenta per cento è il segnale che l'edilizia è ferma: anche per le ristrutturazioni

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 PONTEDERA. Calano ancora. E anche in modo vertiginosamente. Gli oneri di urbanizzazione sono scesi sotto i due milioni. Sono a quota un milione e novecentomila euro. E il crollo di questo indicatore racconta di una paralisi del settore dell'edilizia difficile da sconfiggere. Le famiglie pontederesi non costruiscono più. Né ristrutturano. Il mattone è fermo, ristagna e il record negativo di entrate incassate dal Comune in questa voce sfiora il 30%.  E' il punto più basso toccato nel triennio. Tanto basso che l'amministrazione comunale dovrà ritoccare il bilancio di previsione. La ratifica andrà in scena stasera al consiglio comunale e l'assessore al bilancio Marco Papiani parla di 300mila euro mancanti. «La previsione era di 2 milioni e 200mila euro da recuperare dagli oneri di urbanizzazione. Dobbiamo però fare i conti con altre cifre - spiega Papiani - che apriranno scenari di razionalizzazione». Al momento tutto è rimandato alla fine dell'anno. «Non prevederemo grandi manovre di taglio - continua l'assessore - e prima di toccare i servizi sociali c'è ancora tempo. Cercheremo magari di risparmiare sulle piccole manutenzioni, sulla cura del verde cittadino». Ma al di là dei provvedimenti futuri, è il presente che preoccupa. Perché se da una parte i grandi interventi edilizi sono bloccati dalla flessione del mercato finanziario, anche i più modesti stentano a partire. Gli oneri di urbanizzazione sono come una cartina di tornasole per verificare lo stato in cui versa il via-vai immobiliare. Chiunque voglia ristrutturare o costruire deve avviare una pratica edilizia in comune. Deve pagare insomma per "risarcire" la comunità. E la somma dipende dal tipo d'azione richiesta, dalla posizione della casa, dai metri quadrati di superficie interessata. Ma i pontederesi rimandano i sogni. Aspettano giorni migliori per investire e costringono il Comune a rivedere questo indicatore delle entrate in bilancio. Sui tavoli degli uffici comunali ci sono sempre meno permessi richiesti dai cittadini e le lottizzazioni sono bloccate. Tra le varie sanatorie, le Dia e le Scia, diminuiscono inesorabilmente le pratiche presentate. «E' tutto fermo - sentenzia Papiani - e l'atmosfera rispecchia l'incertezza del periodo. E' piuttosto normale - continua Papiani - che la gente faccia delle scelte. Prima si pensa al necessario, al quotidiano. Poi a quello che resta, al superfluo. Agli aspetti di contorno insomma, che non sono indispensabili alla sopravvivenza». Così i numeri parlano chiaro. Solo due anni fa gli oneri di urbanizzazione si aggiravano sui 3 milioni e 300 mila euro. «L'anno appena passato - conclude l'assessore - si assestarono sui 2 milioni e 600mila euro. Stavolta avevamo cercato di essere prudenti ma nonostante avessimo diminuito la cifra, siamo obbligati a tirare ancora».  Per un valore che è quasi la metà di quello del 2009.

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