Il Tirreno

Pontedera

LA LETTERA «Noi pazienti non siamo merce»

Filiberto Gargiulo   cittadino assistito

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Ci appare vittima della situazione di Fauglia sembra la nuova dottoressa Alda Martini, ma non lo è affatto. Critico il metodo poco corretto che lei sta adottando da quando sè arrivata a Fauglia. Sottolineo che l'informazione dovuta del suo subentro non è stata data in modo chiaro né ai pazienti né alla sostituta dei dottori Rossi/Cantini, ovvero Catiuscia Pettorali. Martini, in quanto medico professionista, dovrebbe sapere che quando un medico vince il bando per la titolarità di un ambito Asl, questo avviene a pazienti zero. Il trasferimento dei soggetti cosiddetti "mutuati" non è, e sottolineo non e', automatico, è la Legge ad asserirlo, non il sottoscritto. Martini vorrebbe che la gente dimenticasse il rapporto medico/assistito che si è cementato in anni e anni di contatti, colloqui, visite. E farsi visitare da una perfetta sconosciuta, ancorchè fosse la più brava del mondo. E' obbligo e non facoltà, da parte dell'assistito, una volta che il suo medico cessi la convenzione, andare al distretto sanitario competente e richiedere o indicare il nominativo del dottore da cui si è deciso farsi assistere purchè questi non sia un "massimalista" (medico che ha raggiunto i 1500 mutuati). Fintanto che l'assistito non effettua questo vive in un limbo. Ma al momento del bisogno, per una ricetta, deve risultare un medico di famiglia e questo non può avvenire con un automatismo.

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