Lutto
In mostra la fabbrica "leggera"
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Una delle opere di Claucio Cionini in mostra al Museo Piaggio Al Museo Piaggio cinquanta tele di Claudio Cionini
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PONTEDERA. Vengono a mente il realismo americano degli anni Trenta, gli stabilimenti e gli scorci urbani dipinti da Charles Sheeler, le solitudini metafisiche di Edward Hopper. Anche qui, nelle tele di questo giovane, talentuoso artista toscano, regnano luminosità ferme, imperturbabili, tanto perfette da sembrare irreali. Dopo una fase iniziale dedicata alla rappresentazione della figura umana, la ricerca di Claudio Cionini è approdata a un paesaggismo incantato, lunare anche (e soprattutto) in pieno giorno, sottratto ai flussi del tempo in quanto cristallizzato in banali, irripetibili momenti, i cui soggetti ideali sono la città e la fabbrica. Città e fabbrica, binomio folgorante, fulminante trait d'union di questo appuntamento da non perdere. Ecco perché Pontedera e il Museo Piaggio. Ecco perché Piombino. Ecco perché la Vespa. La mostra si chiama "Claudio Cionini. Rust! Fabbrica-città-memoria", il Museo Piaggio Giovanni Alberto Agnelli la ospita fino al 22 ottobre, la Fondazione Piaggio l'ha organizzata assieme al Comune di Pontedera, al Comune di Piombino, alla Provincia di Pisa e alla Regione Toscana. Cinquanta lavori in cui il tema della fabbrica è studiato e rappresentato attraverso "la potenza dei volumi, i chiaroscuri quasi monocromi delle tubazioni - scrive la curatrice Giovanna Carli - la ruggine che corrode e cola insieme alle atmosfere fumose di queste opere". Piombino: Claudio Cionini è nato e vive lì. «Come la scrittrice Silvia Avallone, sua conterranea, anche Cionini è stato fortemente ispirato dalle acciaierie Lucchini», spiega Manrico Ferrucci, vicepresidente della Fondazione Piaggio. «Vi è entrato, ha fatto schizzi e foto, ha catturato impressioni e sensazioni. Poi ha trasferito il tutto all'interno di queste magnifiche tele. Partendo dall'osservazione di elementi concreti, dall'oggettività plastica del reale, è riuscito a dar vita a un'intrigante poetica che parla dell'uomo (che pure non appare), del suo lavoro in fabbrica, della modernità, della vita in città, della compenetrazione tra industria e urbanità. Elementi, questi, molto vicini a Pontedera e alla Piaggio. Il percorso che condividono da tanti anni si basa sulle stesse dinamiche». Dopo aver ringraziato il personale della Fondazione Piaggio che ha reso possibile l'allestimento, «Sabrina Caredda, Annalisa Rossi e Sergio Galli, il "mago delle luci"», Riccardo Ferrucci, responsabile dell'ufficio Cultura del Comune di Pontedera, cita Calvino: «Nell'idea di modernità che Cionini esprime, c'è la stessa disarmante, abbagliante leggerezza». A.L.
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