Sicurezza
In classe a Ponticelli: nel nido rinnovato tornano i bambini
Nilo Di Modica
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Due momenti della inaugurazione dellasilo nido a Ponticelli 2 MINUTI DI LETTURA
SANTA MARIA A MONTE. Tutti al nido, l'anno ricomincia. E così l'asilo di Ponticelli vede ancora una volta tornare in sezione tutti i suoi giovanissimi fruitori, dopo i lavori di recupero che a luglio avevano costretto i bambini al trasloco nella scuola per l'infanzia di San Donato. La struttura è tornata a nuovo. Rifatte le coperture, gli intonaci, l'impermeabilizzazione e bonificato il tetto in eternit. «È sempre più difficile trovare finanziamenti e abbiamo pensato che l'intervento meritasse di essere sottolineato», ha dichiarato il sindaco David Turini, presente al taglio del nastro del rinnovato nido. Che ha aggiunto: «Una situazione che, purtroppo, nei prossimi anni potrebbe peggiorare e che dunque deve essere presente a tutti. Tenere alto il livello d'attenzione è fondamentale». La scuola, è una struttura degli anni sessanta e da allora non aveva più subito lavori di alcun genere, fatta eccezione per un piccolo ampliamento negli anni ottanta. La situazione dell'edificio era stata oggetto nei mesi scorsi di segnalazioni da parte di alcuni genitori al Comune, preoccupati per lo stato di manutenzione degli ambienti. «Un motivo in più per essere orgogliosi di questi lavori, che sono stati approntati dall'amministrazione proprio in virtù delle necessità e delle segnalazioni dei genitori - ha sottolineato il primo cittadino -. Un lascito che oggi, come amministratori e come cittadini, lasciamo a chi questa scuola la deve popolare d'ora in poi». L'investimento per i lavori si attesta sui 100mila euro, 30mila dei quali messi dal Comune e il resto a carico della Regione Toscana. E un'ulteriore investimento di circa 9mila euro per rinnovare gli arredi «che siamo riusciti a ottenere dall'Unione dei Comuni della Valdera», dice Turini. Che prosegue: «Tutti piccoli passi che dimostrano quanto siamo vicini ai genitori e ai loro problemi, anche in una situazione di resistenza come quella che viviamo e che, come già detto in più occasioni, non può e non deve portare a ragionamenti del tipo "il Comune metta mano alle mancanze delle scuole". Un meccanismo che esula dai nostri compiti e che mette i Comuni in una situazione difficile».
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