Italia
Giudici di pace a rischio
◗
Un ufficio del giudice di pace Interrogazione al ministro di Grazia e Giustizia per capire come evitare la chiusura degli uffici
2 MINUTI DI LETTURA
CASCINA. «Il Ministero di Grazia e Giustizia fa marcia indietro: si va verso un sempre più massiccio accorpamento degli uffici giudiziari sulle sedi circondariali, cioè i capoluoghi, chiudendo le sedi periferiche, a partire dai giudici di pace», comincia l'onorevole Ermete Realacci, deputato del Partito Democratico che ha annunciato una interrogazione parlamentare in merito. I tagli agli uffici dei giudici di pace sono previsti dall'articolo uno della legge 148 varata pochi giorni fa e che sta sollevando molte proteste. «Il Ministero si deve assumere la responsabilità delle chiusure, senza tentare di scaricare le colpe sugli enti locali». «Di fatto - è il ragionamento dell'onorevole Realacci - sono già state cancellate le varie preture periferiche, adesso sono a rischio anche i giudici di pace. Rimarranno solo nei comuni che si faranno carico delle spese». La manovra del governo finisce per penalizzare un servizio di utilità e di conseguenza i cittadini. «Visto che le spese di mantenimento di questi uffici giudiziari saranno a carico dei Comuni, è facile ipotizzare difficoltà crescenti per il mantenimento di questo servizio alla collettività. Infatti, i Comuni sono sempre più in affanno per i tagli alle risorse e si troveranno sempre più spesso di fronte a scelte difficili, per capire cosa salvare del welfare e del sistema dei servizi locali», aggiunge ancora Realacci. Nelle tre sedi provinciali (che affiancano quella di Pisa, che non sarà interessata dai tagli), Pontedera, San Miniato e Volterra, vengono affrontate ogni anno migliaia di cause che altrimenti finirebbero nei tribunali.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
