Attenzione
Costruzioni, il grande malato
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Due muratori al lavoro Il principale settore artigiano in un anno ha perso 80 milioni di fatturato
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PONTEDERA. Se il mattone perde valore è l'intera economia a non girare. Le costruzioni continuano ad essere il settore principale dell'artigianato pisano, con un fatturato pari al 54,4% del totale. Un comparto in grave affanno. La perdita lo scorso anno è stata a due cifre: il fatturato di quasi 409 milioni di euro ha segnato un calo rispetto al 2009 del 16,5%. Per strada sono stati lasciati circa 80 milioni di euro. «Dopo aver investito il manifatturiero adesso in piena crisi c'è l'edilizia - dice il presidente Cna Valdera Marco Rossi -. Nelle costruzioni le difficoltà si avvertono in ritardo rispetto all'industria perché il ciclo di produzione è più lungo». Le cause? «Uno scenario generale, un mercato senza fiducia, in cui sono venute meno le certezze legate al lavoro e il credito viene erogato con il contagocce». Non si vendono le case. «Si è determinato un eccesso produttivo sulla scia degli investimenti programmati negli scorsi anni per cui si stima che sia necessario un arco temporale di cinque anni per riassorbire l'eccesso di offerta», spiega Rossi. Che aggiunge: «Sul fronte degli appalti pubblici e delle manutenzioni, invece, pesa il blocco alla spesa degli enti locali determinato dai vincoli del patto di stabilità». Non ci sono ricette facili. Tra i costruttori c'è chi si sta improvvisando promotore finanziario e agente immobiliare. Per smaltire il parco case e saltare il collo di bottiglia del credito, si è diffussa la pratica dell'affitto con riscatto. Per quattro anni il potenziale acquirente paga all'impresario l'affitto. Poi, al termine del periodo può decidere se optare per l'acquisto dell'immobile al prezzo fissato all'inizio del rapporto deducendo dall'importo circa l'80% dei canoni versati. «È anche una soluzione per presentarsi all'istituto di credito con una sorta di patente di affidabilità - spiega il presidente Cna Valdera -. Se si è pagato regolarmente il canone per quattro anni si può anche sostenere, in alternativa, il peso della rata di un mutuo». A Pontedera, nella Valderea come nel Valdarno crescono i casi di vendite "a riscatto". «Le banche hanno stretto i cordoni, faticano a dare credito anche a chi ha un lavoro a tempo indeterminato». Ma la via per ridare ossigeno indicata dalla Cna passa da un nuovo equilibrio del rischio. «Serve un meccanismo a garanzia dei mutui - afferma Rossi -. È necessario per sbloccare i finanziamenti, che vanno concessi ai privati che vogliono mettere su casa». Le imprese sono disposte a far la loro parte. «Lo strumento può essere una società di gestione del risparmio partecipata da imprese, associazioni di categoria, Regione, Camera di commercio per fare massa critica e dare le necessarie garanzie ipotecarie e assicurative agli istituti di credito, che così vedrebbero ridotto il rischio d'insolvenza sui mutui». M.M.
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