Il Tirreno

Pontedera

LE REAZIONI DELLA POLITICA

«Chiediamoci cosa vogliono i cittadini»

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 MONTOPOLI. Pieno appoggio alla scelta dei sindaci arriva dal Pd di zona: «Le parole di Barca - si legge in una nota - mettono pesantemente in discussione la validità regionale delle misurazioni operate dal telerilevamento. Un punto che noi riteniamo assolutamente dirimente. La posizione dei sindaci dimostra come il nostro impegno a verificare con rigore le prestazioni garantite dal protocollo e a sollevare ogni eventuale problema alle istituzioni competenti fosse assolutamente serio».  Parlano di "equivoco", invece, Socialisti e Rifondazione di Montopoli. «L'analisi di Barca minimizza l'attività dell'Arpat di San Romano - scrivono - per giustificare il numero ridotto di operatori. Il telerilevamento è un servizio rivolto a tutte le fonti d'inquinamento atmosferico e quindi rappresenta un'attività obbligatoria, che ha assicurato la sostenibilità del comprensorio con vantaggi tangibili per la salute degli abitanti. Per svolgere tutto ciò, negli anni furono concordati e assunti da Arpat, grazie al contributo della zona, ben 5 operatori, che furono affiancati ai 3 tecnici ereditati dall'Asl 11. Con il taglio del personale degli ultimi anni, quindi, il territorio si è visto sottrarre ciò che ha continuato a finanziare».  Socialisti e Rifondazione, anche a nome della consigliera Maria Vanni (Psi) e dell'assessore all'ambiente Giuseppe Novino (Prc), chiedono quindi ai Comuni di non sottoscrivere il nuovo accordo proposto dalla Regione: «È indispensabile chiedersi se i cittadini siano disposti ad accettare la graduale chiusura di questo servizio».  Duro il commento di Fabio Corsi dei Comunisti Uniti di San Miniato, tirato in ballo da un precedente comunicato del Pd di zona, che alla vigilia del "caso Barca" esprimeva soddisfazione per l'accordo, rivendicando di essere «l'unica forza politica che ha sostenuto le stesse posizioni in tutti i Comuni». «È stato il Prc di San Miniato - ribatte Corsi - la prima forza politica a lanciare l'allarme sul depotenziamento dell'Arpat, ottenendo la convocazione di una Commissione ambiente con i diretti interessati del servizio Arpat di San Romano e Pisa. Grazie a quella discussione si è riconosciuto il lavoro di prevenzione e controllo che il centro ha svolto sino a marzo, prima che avvenisse il trasferimento di 2 tecnici su 5. Il tutto nell'indifferenza più assoluta dei sindaci e del Pd, che ora non sa come presentare ai cittadini quella scottante sconfitta che è la firma del protocollo d'intesa. Quel poco che i sindaci pensavano di aver ottenuto, inserendo un allegato al protocollo, è stato clamorosamente smentito dal direttore generale di Arpat. L'attacco scomposto al Prc sanminiatese (che evidentemente il Pd vive come l'unica spina nel fianco) svela una debolezza di fondo di quel partito, e conferma la giustezza del nostro voto contrario a un ordine del giorno costruito per legittimare, con la scusa dell'Arpat, interessi particolari come il Tubone. Alla gente, non a noi, il Pd dovrà spiegare l'abbandono dell'indagine sulle cause ambientali dei casi di leucemia, e altre problematiche che l'Arpat di San Romano stava portando avanti da tempo». (gp)

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