Italia
Carismi, Gronchi è pronto
Manolo Morandini
◗
Divo Gronchi Verso fine ottobre la nomina ad amministratore delegato
2 MINUTI DI LETTURA
SAN MINIATO. I "rumors" diventano certezza. Salvo rinvii di calendario, Divo Gronchi è atteso a Palazzo Formichini a fine ottobre. L'attuale consigliere delegato della Popolare di Vicenza sbarca nella città della Rocca per vestire i panni dell'amministratore delegato della Cassa di risparmio di San Miniato. Un banchiere di razza, pisano di nascita, 72 anni, che per chi conosce il mondo del credito si appresta a prendere le redini di un progetto tutt'altro che di basso profilo. All'arrivo Gronchi troverà la cornice del piano industriale 2011-2015, che muove da una conferma: «La strategia aziendale tesa al mantenimento dell'indipendenza». È quanto si legge nella nota con cui il presidente dell'istituto Alessandro Bandini rende conto dell'approvazione del documento da parte del consiglio di amministrazione. Il tutto puntando su «un'attività di banca tradizionale rivolta principalmente alle famiglie e alle piccole e medie imprese del territorio toscano». Cinque anni che, nelle attese degli amministratori, promettono di portare l'utile netto dai 4,4 milioni di euro del 2010 a 23,1 milioni nel 2015. L'altro pilastro è il rafforzamento della qualità del patrimonio. La misura è il Total capital ratio. In altri termini la Cassa parte dal 10,7% del 2010, già in linea con la disciplina di Basilea 3 che andrà a regime nel 2019 e fissa una soglia minima del 10,5%. Ma l'obiettivo del piano industriale è di salire al 12,4% nel 2015. L'indice rapporta il patrimonio di vigilanza dell'istituto al valore delle attività, ponderate in base ai rischi di credito e di mercato. Ad oggi per gli standard di Basilea 2 non deve essere inferiore all'8%. «Il piano definisce uno scenario di cambiamento per la banca che si focalizzerà sul miglioramento del modello di produzione del reddito, sul potenziamento degli strumenti di controllo e governo dei rischi, sul mantenimento dell'adeguatezza patrimoniale e sulla continua valorizzazione del capitale umano», spiega il presidente Carismi Bandini. Previsti interventi organizzativi e di sviluppo dell'offerta, al fine di aumentare la produttività della rete commerciale, per il conseguimento di politiche di crescita della raccolta e degli impieghi con un'attenzione particolare al riequilibrio tra la redditività e il rischio. Gli addetti per numero non dovrebbero subire contraccolpi, ma è prevista un'accelerazione del ricambio generazionale. Inoltre, circa un 15% degli sportelli sarà ricollocato sul territorio. I sindacati sono in attesa d'incontrare il presidente Bandini. La linea è quella di chiedere conferme ai contenuti del piano e garanzie a supporto dell'annunciato intento di perseguire l'autonomia e il consolidamento della Cassa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
