Il Tirreno

Pontedera

L’Ato ignora l’esito del referendum e non applica il 7 per cento di riduzione: nel fine settimana un volantinaggio in centro

Acqua, non ci sarà sconto sulle bollette

Paola Silvi
Una bolletta emessa da Acque spa
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Una bolletta emessa da Acque spa

Il Comitato della Valdera diffida l'Ato e prepara una manifestazione pubblica

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 PONTEDERA. Le tariffe non calano. L'esito del referendum viene ignorato e soprattutto non ci saranno sulle bollette dell'acqua, neanche nei prossimi mesi, gli sconti che gli utenti hanno sperato di ottenere.  Nonostante il 12 e il 13 giugno quasi 26 milioni di italiani abbiano votato contro il 7% di capitale remunerativo per i gestori del servizio, niente si muove. L'Ato aspetta nuove disposizioni, non cambia il metodo tariffario ed esaspera il comitato per l'acqua pubblica. Che stanco, scontento e arrabbiato alza la voce.  Con 3 mosse. Diffida l'Autorità, chiede la convocazione della conferenza dei sindaci e scende in piazza. In un fine settimana serrato di proteste e malumori, l'onda lunga della mobilitazione partirà giovedì da Pisa e arriverà in Valdera sabato e domenica dove sono previste manifestazioni e volantinaggi. Obiettivo: l'applicazione immediata dell'esito referendario. «Invitiamo tutti i cittadini - tuona Stefano Petroni del Forum Acqua Valdera - le organizzazioni e le associazioni ad unirsi a noi affinché il cambiamento indicato dal referendum sia effettivo». A distanza di 3 mesi l'Ato non si adegua e i comitati territoriali di Pisa, Pistoia, della Valdera e dell'Empolese Valdelsa si muovono all'unisono, pronti a ricorrere alle vie legali. «La volontà popolare è stata chiara - scrivono i comitati - i cittadini si sono espressi indicando alla politica la strada da intraprendere per tutelare gli interessi della collettività. Ma i fatti disattendo questa volontà. Questo non può che provocare sconcerto, indignazione e preoccupazione in tutti coloro che hanno a cuore la legalità e la democrazia. I profitti devono star fuori dall'acqua. L'acqua e i servizi pubblici locali devono star fuori dal mercato e i beni comuni vanno difesi contro i privilegi». E il disappunto si traduce in determinazione «affinché non sembri - sbotta Petroni - che il referendum sia passato invano». Così, se al centro della querelle c'è il mancato sconto del 7%, nel mirino, destinataria privilegiata dello contesa c'è l'Ato, l'autorità che svolge un ruolo di garante tra affidatari dei servizi pubblici e gestori e che sovrintende alla determinazione delle tariffe. La numero 2 del "Basso Valdarno" è costituita da 57 comuni appartenenti alle province di Firenze, Pisa, Pistoia, Lucca e Siena mentre il gestore unico di ambito è Acque. Ma la diffida è solo l'ultima tessera del puzzle. La bagarre sui risultati del referendum si era già accesa dopo un paio di settimane dal voto con l'Ato che lamentava l'assenza del decreto che avrebbe dato il via all'abrogazione delle norme. Quando però la mancanza fu colmata, l'Ato continuò a fare orecchie da mercante. «Nell'assemblea consortile del 25 luglio - ripercorre le tappe Petroni - alla quale, visto il periodo estivo, erano presenti meno della metà dei comuni, fu confermata l'intenzione di procedere sulla stessa strada». Con tanto di delibera scritta nero su bianco a rafforzare la posizione dell'Ato che si affilia all'Anea (Associazione nazionale autorità di ambito) e separa la remunerazione del capitale investito dal metodo tariffario. «In attesa dell'emanazione da parte del governo di un nuovo sistema tariffario, appare ragionevole - si legge - che si continuino ad applicare le tariffe approvate ai sensi dell'attuale normativa di riferimento per la determinazione della tariffa, ovvero del cosiddetto "metodo normalizzato", non toccato formalmente dall'abrogazione referendaria». Un controsenso per i comitati che, sul piede di guerra e stufi di questo teatrino del botta e risposta, inviano all'Ato 2 e per conoscenza ai sindaci dei comuni del Consorzio una diffida «ad applicare con tempestività l'esito del referendum», chiedendo che venga «senza indugio convocata l'assemblea dei sindaci». Ma in attesa del passo ufficiale, i comitati non lasciano passare altro tempo. «Aderiamo - conclude Petroni - alle iniziative indette dal Forum Italiano per i Movimenti dell'Acqua. Sabato e domenica saremo sul corso, alla Coop e in giro nei paesi della Valdera».

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