Il Tirreno

Pontedera

Outlet, ora si fa sul serio

Francesca Suggi
Il rendering dell’Outlet in fase di realizzazione a Lavoria
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Il rendering dell’Outlet in fase di realizzazione a Lavoria

Spunta la recinzione dell'area: l'operazione mette le ali

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 CRESPINA. Eppur si muove. Dopo una lenta agonia di tre anni spunta la prima recinzione arancione intorno a quei 10mila metri quadri dove per l'estate 2013 sarà inaugurato l'outlet di Crespina.  In poco meno di una settimana l'area sarà ripulita, pronta ad accogliere nel giro di un mese il cantiere vero e proprio che darà le ali a una cittadella delle griffe da 80 negozi e 400 posti di lavoro a tempo indeterminato.  E se i permessi a costruire ancora non sono stati formalmente acquisiti dagli investitori, l'operazione comunque muove il primo passo. Con una richiesta di allestimento cantiere - scia in gergo tecnico - che fa in un certo senso da garante per quel che verrà dopo. Ovvero il ritiro del permesso vero e proprio che il Comune da tempo ha rilasciato.  Cosa manca per l'acquisizione defintiva? Gli ultimi dettagli, ovvero l'accreditamento sul conto di chi mette quei 50milioni di euro necessari per l'investimento. Da parte della banca il finanziamento è stato deliberato, che vuol dire che l'outlet può dormire sonni tranquilli.  Adesso tocca agli imprenditori procedere e sbrigare tutte le questioni burocratiche. Tra queste anche un nuovo assetto in corso che porterà ad un cambio di nome della Crespina investimenti in Lavoria investimenti. Socio di maggioranza resta la Raiffeisen bank, la banca austriaca entrata nel gruppo lo scorso anno. Nel pool si è aggiunto un socio-pezzo da novanta che arriva dalla provincia di Brescia, ma ancora nomi e dettagli sono top secret.  Il Comune di Crespina guarda alla recinzione arancione con un sospiro di sollievo. Si parte. E con il cantiere anche il reclutamento del personale si avvicina. Con tutta probabilità le selezioni da parte del centro per l'impiego di Pisa cominceranno a primavera 2012: si ricercheranno commessi, addetti alla ristorazione, al servizio di manutenzione nel verde, pulizia, sicurezza. Il grande nodo che resta ancora da sciogliere si traduce in metri. Anche se di fatto l'operazione prende il volo, l'amministrazione crespinese e gli imprenditori non dimenticano di aver dovuto gambizzare il progetto iniziale per il taglio di 5mila metri da parte della Regione. Con un aggravio di costi e dispendio di tempo e energia che ha causato ritardi e non pochi problemi.  L'intero piano presentato 3 anni fa, infatti, era modulato su 15mila metri quadri. Poi la decisione di Firenze di ridurre a 10mila, con l'impegno verbale di assegnare successivamente la superficie mancante. Il sindaco di Crespina Thomas D'Addona ribadisce in ogni occasione che per lui il progetto completo è quello iniziale e sta comunque lavorando da tempo per raggiungere questo obiettivo.

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