Il Tirreno

Pontedera

Evasione, perquisita la Ecoacciai

Claudio Figaia
La sede di Ecoacciai a Gello di Pontedera
◗
La sede di Ecoacciai a Gello di Pontedera

Ricciardi, titolare dell'azienda di Gello: «Ma io sono in regola»

2 MINUTI DI LETTURA





  PONTEDERA. Oltre 214 milioni di evasione fiscale accertata, 89 persone denunciate: ha dimensioni maxi l'inchiesta "Money for nothing", coordinata dalla procura di Brescia e chiusa dopo tre anni di attività dalla Guardia di Finanza di Salò. Nel mirino degli inquirenti un giro di false fatturazioni con "epicentro" a Bergamo e diramazioni in varie città del Nord.  E che coinvolge anche un imprenditore massese, noto anche nella Valdera: Emanuele Ricciardi, titolare di Ecoacciai, colosso della lavorazione dei rottami metallici (e fratello di Alberto Ricciardi, titolare di Fermet). Ricciardi è uno degli 89 imprenditori nel mirino della procura e la Finanza ha perquisito gli uffici di Gello (Pontedera) dove Ecoacciai ha il suo stabilimento principale. Ma l'industriale apuano si difende e si dichiara del tutto estraneo alla maxi frode. «Un'accusa che non può essermi addebitata. E la mia estraneità nei confronti di questa vicenda è già stata rilevata dagli uomini della Gdf», dice mostrando i verbali degli accertamenti delle Fiamme gialle. «Le verifiche effettuate dalla Finanza presso la mia azienda - spiega ancora - hanno riscontrato la correttezza degli adempimenti contabili e amministrativi. Una posizione che sarà agevole dimostrare anche davanti alla magistratura».  Secondo gli inquirenti, gli imprenditori denunciati (nei confronti dei quali è scattata anche l'accusa di associazione a delinquere), avrebbero organizzato un giro di "nero" quasi incontrollabile attraverso il meccanismo delle "cartiere". Alcune aziende, cioè, avrebbero ricevuto pagamenti da imprese del settore metalli per acquisti mai effettuati e, successivamente, scaricato i loro costi e l'Iva su altre aziende ancora, intestate a prestanome, create al solo scopo di emettere fatture fittizie.  «Ma noi siamo fuori da questo giro - ripete Ricciardi - nel nostro ruolo di mediatori, portiamo alle acciaierie materiali che ci vengono portati da fornitori; quindi incassiamo dalle acciaierie e paghiamo i fornitori. Tutte queste operazioni da noi compiute sono perfettamente regolari, ogni pagamento è stato fatto attraverso bonifici bancari, lo ha accertato la stessa Finanza. Il trucco stava a "monte": alcune dei fornitori non hanno rispettato le regole, hanno "barato". Ma noi no e non potevamo saperlo. Anche perchè l'importo contestato a Ecoacciai è attorno allo 0,35% del fatturato complessivo» (un'inezia per il giro d'affari dell'azienda, ma si parla pur sempre di quasi 2 milioni in due anni ndr.). «Bisogna fare chiarezza su questa vicenda, ma senza gettare discredito su un'azienda seria e corretta come la nostra», conclude Ricciardi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa