Il Tirreno

Pontedera

Arriveranno nuove campane per strada. S’aprono opportunità economiche per la loro realizzazione

Porta a porta, a ottobre si cambia

Paola Silvi
Sopra il Plasmix polimero creato dai laboratori della scuola Sant’Anna. A fianco una campana per il vetro. Sotto Marconcini
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Sopra il Plasmix polimero creato dai laboratori della scuola Sant’Anna. A fianco una campana per il vetro. Sotto Marconcini

Parte una raccolta solo per il vetro: si comincia nel Valdarno, poi la Valdera

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 PONTEDERA. Raccolta dei rifiuti: si cambia. Al centro della rivoluzione che investirà tra breve i 14 Comuni della Provincia di Pisa che hanno aderito, ci sarà il vetro. Vicino alle classiche campane blu dove si raccoglieva multimateriale leggero e pesante, compariranno altre campane.  Probabilmente verdi, dedicate al vetro che sarà così separato dalle lattine e dalle bottiglie di plastica. Il primo Comune a partire sarà Santa Croce che inizierà dal 3 ottobre. A seguire la Valdera. «La separazione del vetro - spiega il presidente della Geofor Paolo Marconcini - è un ulteriore passo avanti nel percorso della raccolta dei rifiuti. Ma se questo cambiamento di abitudini risponde ad un termine quinquennale a cui dobbiamo adempiere, il fine ultimo della differenziata è duplice. Da una parte c'è il recupero dei rifiuti che da spreco devono diventare risorsa e dall'altra l'aumento della percentuale. In provincia di Pisa, nel primo semestre del 2011, siamo al 42% di raccolta differenziata ma il nostro traguardo guarda oltre il 45%».  Così il vetro, diviso dal resto, si candida a trasformarsi in materiale riutilizzabile. Potrà risorgere come isolante oppure sapientemente sminuzzato, in edilizia, come componente dell'asfalto stradale. La ricerca in questo settore, firmata Pont-Tech e Pont-Lab, ha fatto passi da gigante e la plastica ne è la testimonianza concreta. Dal Plasmix, una miscela di plastiche eterogenee, quelle dei sacchetti della spesa e degli imballaggi dei supermercati tanto per intenderci, saltano fuori una serie di manufatti industriali che spaziano dai bauletti delle moto alle persiane per case prefabbricate, ai recipienti di uso casalingo. «L'attività del progetto - sottolinea il presidente di Pont-Tech Riccardo Lanzara - si è concentrata sullo studio di molecole in cui la percentuale di Plasmix potesse arrivare sino al 30-40% a seconda del prodotto. Ma questo valore può crescere ulteriormente e tante altre sono le destinazioni da vagliare. Dai pannelli fono-assorbenti, alle zip per pantaloni. Il nostro è un lavoro di squadra che parte dalla raccolta, attraversa la ricerca e si conclude con il nuovo oggetto». «Senza contare - aggiunge Marconcini - che per realizzare materiale riciclato occorre meno energia e si salvaguarda l'ambiente». La Regione sta puntando a costruire le campane di raccolta con materiale biologico e resistente. Chissà, magari proprio con il Plasmix.

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