Il Tirreno

Pontedera

Omar non ce l'ha fatta, s'è arreso

Sabrina Chiellini
I rilievi della polizia municipale nella piazza dove è avvenuta la tragedia e la vittima Omar Naji
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I rilievi della polizia municipale nella piazza dove è avvenuta la tragedia e la vittima Omar Naji

La morte del giovane dopo un'agonia di sei giorni per le gravissime ustioni

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 SAN MINIATO. Omar è morto. Il cuore del ragazzo di 21 anni si è fermato per sempre. Il suo sorriso è solo un ricordo. Quello che si temeva è accaduto dopo tanta sofferenza. Omar Naji, 21 anni, di San Miniato, è morto ieri al centro grandi ustionati dell'ospedale di Genova dove era stato ricoverato in seguito all'incidente di mercoledì scorso. Le ustioni da lui riportate erano così estese e gravi che fin dall'inizio i medici avevano lasciato poche speranze.  Il ragazzo, soccorso quando era già una torcia umana, aveva perso subito conoscenza e poi era entrato in coma. Aveva ustioni di terzo grado su oltre il 70% del corpo.  Ai familiari i medici non avevano dato molte speranze, Prognosi riservata, con il timore che ogni cura sarebbe stata inutile. Se Omar fosse sopravvissuto avrebbero tentato di ridurre le conseguenze delle ustioni. Ma tutto faceva pensare che Omar non ce l'avrebbe fatta a superare quello che è stato considerato un incidente ma con ancora molti punti da chiarire.  Proprio ieri mattina il padre del giovane, Amid Naji, cameriere, è stato negli uffici della polizia municipale di San Miniato, intervenuta per accertare come il giovane si è ustionato e cosa ha innescato le fiamme. Ai vigili l'uomo ha confidato la sua disperazione, i suoi timori di genitore. Le condizioni di Omar erano molto critiche. «Lo mantegono in vita - avrebbe raccontato a un conoscente - ma la situazione è disperata, chissà se ce la farà». Poche ore dopo da Genova, dove in questi giorni sono rimasti la madre della vittima e alcuni amici, è arrivata la tragica notizia. Non c'era più niente in cui sperare: Ormar era morto. E la conferma arrivata dall'ospedale di Genova alla polizia municipale ha gelato il sangue degli amici. Sulla morte del ragazzo di San Miniato è stata aperta un'inchiesta. Nessuno era presente quando il giovane ha preso fuoco, nel parcheggio di piazza Cuoco vicino alla sede della Misericordia di San Miniato Basso dove Omar stava svolgendo il servizio civile. I testimoni sentiti dalla polizia municipale sono arrivati e hanno visto il ragazzo solo quando era già avvolto nelle fiamme, straziato dal dolore.  La polizia municipale sta svolgendo una serie di accertamenti per fare chiarezza sulla vicenda avvenuta durante l'orario di lavoro del ragazzo che però aveva raggiunto il parcheggio, dopo avere fumato una sigaretta in compagnia di un infermiere del 118 di Empoli, e aveva aperto l'auto di proprietà della mamma. Non tutto è così chiaro come sembrava all'inizio. In un primo momento si è pensato che il giovane stesse cercando di mettere benzina dopo essere rimasto a secco. Eppure, secondo quanto è emerso dalle indagini, il serbatoio non era così vuoto e sulla carrozzeria dell'auto, anche vicino al serbatoio, non ci sono tracce lasciate dal fuoco.  Sulla vettura i vigili hanno trovato una bottiglietta di benzina. Un pacchetto di sigarette è invece rimasto in un punto abbastanza distante. Forse il ragazzo ha acceso una sigaretta dopo avere maneggiato la benzina ed è partito l'incendio. Sono ipotesi.  La Misericordia di San Miniato Basso è in lutto. La notizia ha sconvolto i responsabili dell'associazione e i volontari. Scene di rabbia e di dolore tra gli amici, ieri nel tardo pomeriggio, a San Miniato alto. Qualcuno, in un momento di sconforto, ha preso a calci alcune transenne facendo preoccupare i passanti per le loro reazioni: sono intervenuti anche i carabinieri.  Non è chiaro se la Procura richiederà l'autopsia. Quindi la famiglia non ha ancora stabilito la data del funerale.

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