Trasporti
Mitsuba, 80 posti a rischio
Emilio Chiorazzo
◗
I lavoratori della Mitsuba durante le due ore di sciopero La protesta davanti ai cancelli: c'era anche il sindaco
3 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Il tempo passa, inesorabile. Le risposte non arrivano. E l'incertezza del futuro fa scendere in piazza i lavoratori della Mitsuba; ieri mattina hanno proclamato due ore di sciopero, hanno manifestato davanti all'azienda, hanno voluto far sapere alla città quello che sta accadendo all'azienda multinazionale (è giapponese) che lavoro nell'indotto della meccanica. Gli ottanta dipendenti sono in contratto di solidarietà da marzo. Lavorano tutti, lavorano meno: tre giorni a settimana, ognuno di loro. Ma questi contratti scadono a metà ottobre. E le prospettive non sono affatto rosee: si parla di mobilità. Licenziamento, insomma. I dipendenti della Mitsuba ieri mattina hanno fatto un volantinaggio. Hanno voluto far conoscere alla città la situazione. Ma, soprattutto, sono tornati a chiedere un incontro di verifica, con i vertici dell'azienda, prima della scadenza dei contratti di solidarietà. «Ma chiediamo anche un impegno reale - spiega Fabiana Barsotti, delegara Fiom nella Rsu aziendale - di ricollocare sul territorio i lavoratori che perderanno il posto di lavoro». Le difficoltà, sottolinea la sindacalista, riguardano il fatto che un interlocutore diretto non c'è. La proprietà è in Giappone. «Parliamo con l'amministratore delegato - spiega ancora Barsotti - giapponese. Abbiamo chiesto all'azienda di rinnovare i contratti di solidarietà. Negli incontri che fin qui abbiamo avuto con gli amministratori della Provincia di Pisa e della Regione, abbiamo capito che la possibilità di accedere a nuovi ammortizzatori sociali esiste. Ma non abbiamo avuto risposte». Le stesse risposte che sta aspettando anche il sindaco di Pontedera Simone Millozzi. Ieri mattina è andato davanti ai cancelli della MItsuba. Ha parlato con i dipendenti dell'azienda giapponese. Ha portato loro la solidarietà della città. E non solo. Gli incontri istituzionali che sono stati fatti in questi mesi, li ha chiesti lui. «In Regione - spiega Millozzi - con l'assessore Simoncini, abbiamo fatto delle richieste concrete alla proprietà della Mitsuba. Crediamo che ci sia una possibilità concreta per rinnovare i contratti di solidarietà. Avremmo dovuto tornare a incontrarci all'inizio di settembre. ma non abbiamo avuto risposte. E sono queste che chiediamo all'azienda». Il sindaco chiede ai vertici Mitsuba, «che la crisi, l'economia stagnante non debba gravare solo sulle spalle dei lavoratori - dice Millozzi - In quella fabbrica c'è una forte manodopera specializzata. E, soprattutto, un'alta percentuale di occupazione femminile che, difficilmente, troverebbe reimpiego. Una cosa è certa: come amministrazione, noi staremo accanto ai lavoratori, non faremo passi indietro». Poi un ultimatum: «Se non ci viene data risposta - conclude il primo cittadino - metteremo in piedi iniziative con i lavoratori, manifesteremo con loro, per difendere l'occupazione. La Mitsuba, da quando è arrivata a Pontedera ha trovato in noi degli interlocutori attenti alle loro esigenze, sempre pronti a facilitare ogni loro esigenza. Ora ci aspettiamo da loro una dimostrazione di attaccamento al territorio».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
