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Pontedera

Arpat boccia il telerilevamento

Giacomo Pelfer
Giovanni Barca nuovo direttore generale di Arpat
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Giovanni Barca nuovo direttore generale di Arpat

Il direttore Barca: «Non è assimilabile a un controllo vero e proprio»

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 SAN ROMANO. Non sono certo parole di stima e di fiducia quelle che il direttore generale di Arpat, Giovanni Barca, ha dedicato al proprio distaccamento di San Romano, il centro di telerilevamento che da anni tiene sotto controllo le emissioni nel Comprensorio del cuoio. Un servizio che «non risponde a metodiche analitiche ufficiali, e quindi non assimilabile a un controllo vero e proprio».  Sta tutto scritto nella descrizione che il direttore ha fornito rispondendo ad un'interrogazione in Regione del consigliere Pieraldo Ciucchi (Psi). Il tutto, alla vigilia di un accordo che i sei Comuni del Valdarno sono chiamati a sottoscrivere per la futura gestione del centro. Un accordo che rinvia nel tempo la questione del personale, ribadendo la "non obbligatorietà" dei controlli. Alla base della trattativa ci sarebbe anche un antagonismo tra il centro di San Romano e l'Arpat di Pisa (che gestisce i controlli ordinari), con la volontà di riaffermare la preminenza della sede pisana, come lo stesso Barca sottolinea in più punti.  E' il Dipartimento provinciale afferma il direttore, fin dalle premesse, a «garantire il controllo su tutte le matrici ambientali, svolgendo un'attività di natura istituzionale-obbligatoria. Il servizio di San Romano è un'articolazione del dipartimento, un ambito aggiuntivo rispetto ai controlli ufficiali. D'altro canto, il telerilevamento non può avere carattere "formale" ma solo "indicativo", non rispondendo a metodiche analitiche ufficiali per il controllo delle emissioni. Le informazioni raccolte non sono assimilabili, quindi, a risultanze di azioni di controllo vero e proprio. Consegue che il telerilevamento riveste un carattere di non obbligatorietà e dovrà essere sostenuto con risorse aggiuntive». Parole che sembrano chiudere la porta alle richieste di incremento del personale: «La dotazione attuale - si legge -, cioè tre unità, è stata considerata adeguata da parte dell'Agenzia, tenuto conto delle limitatezza tematica». Non manca una tirata d'orecchie: «Per la mancanza - scrive Barca - di una rendicontazione sistematica delle attività svolte dal servizio locale».

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