Il dolore
Stop anche alle ricerche dei volontari
Giacomo Pelfer
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Matteo MaestriIl corpo di Matteo Maestri non si trova, sembra svanito tra le onde
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CASTELFRANCO. Si sono concluse sabato le ultime ricerche del corpo di Matteo Maestri, il trentenne di Castelfranco scomparso tra le onde di Calafuria lo scorso 27 agosto. È stato il terzo ed ultimo tentativo per le squadre di sommozzatori volontari mobilitati dalla Uisp. Tre giorni di ricerche, battendo palmo a palmo il fondale a sud di Livorno, nella speranza di restituire alla famiglia il corpo del ragazzo. «Abbiamo perlustrato la zona metro dopo metro, ma niente da fare - dice Enrico Maestrelli, presidente della Lega nazionale subacquea della Uisp -. A questo punto siamo tutti convinti che il corpo sia stato trasportato altrove». La macchina della solidarietà si era messa in moto dopo alcuni giorni dalla scomparsa, quando la Guardia Costiera di Livorno annunciava l'imminente stop alle ricerche. Da qui l'appello, lanciato su internet dagli amici dell'Arci, alla ricerca di sommozzatori volontari pronti a dare una mano. Un impegno raccolto dalla Uisp, sotto il coordinamento di Maestrelli, che ha portato a Calafuria i propri uomini, quelli della squadra subacquea di Marina di Carrara, insieme ai colleghi di Rosignano e Pontedera. A loro, sabato, si sono affiancati anche 4 sommozzatori arrivati da Genova. «Siamo tornati per toglierci gli ultimi dubbi - spiega Maestrelli -. Avevamo iniziato le ricerche nel punto della scomparsa, per poi proseguire in direzione sud. Abbiamo perlustrato la zona intorno a Punta Righini: c'è una baia dove le correnti potevano aver spinto il corpo. La scorsa domenica avevamo individuato alcune cavità, impossibili però da perlustrare per insufficienza di visibilità. Così siamo tornati, con poche aspettative francamente, ma per essere almeno sicuri di non aver trascurato niente». Da questo momento, quindi, si chiudono ufficialmente anche le ricerche dei volontari. Di Matteo non c'è traccia, come svanito nel nulla tra le onde. «Se fosse stato in quel tratto di costa credo che lo avremmo visto - prosegue Maestrelli -; in ogni caso quella è una zona di immersioni: se il corpo è rimasto lì prima o poi deve saltar fuori. È più probabile, però, che sia stato trasportato a largo: secondo alcuni in direzione del canale di Piombino, secondo altri verso la Corsica. È difficile fare previsioni: la spazio e la casistica sono troppo vasti. Adesso si può solo sperare in una situazione fortunosa, in un avvistamento da parte di un peschereccio o di altre imbarcazioni». Una settimana fa Maestrelli ha conosciuto anche la madre di Matteo: «Ci ha ringraziato - racconta -; è difficile non riuscire a dare una spiegazione alla scomparsa di un ragazzo. Ormai, però, sono passati tanti giorni: da uomo di mare il mio consiglio è di ricordare Matteo com'era, con i ricordi belli della vita». È quanto sta avvenendo sulla sua pagina Facebook, dove da giorni gli amici stanno caricando le foto di Matteo: immagini di ricordi, di feste e di allegria. Una stanza virtuale divenuta subito punto di riferimento per tutti quelli che lo conoscevano. Tanti i commenti, con gli amici che lasciano un messaggio, un saluto, rivolgendosi direttamente a Matteo. Ognuno ha qualche aneddoto da raccontare, un momento da condividere, una frase. «È l'amore che fa girare il mondo - scrive Rachele -. E se questo è vero il mondo girava un po' più velocemente quando c'eri te».
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