Sicurezza
È rimasto bloccato a Navacchio: è stata una settimana nera
Treno lumaca, un'ora da Pisa a Pontedera
Carlo Venturini
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Un treno in partenza dalla stazione di Pontedera 2 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. «Col calesse si arrivava prima!». Così si è sfogato un pontederese che venerdì sera ha preso il treno delle 19.32 dalla stazione centrale di Pisa per scendere a quella di Pontedera. Un tragitto che doveva durare pochi minuti è diventato un calvario di circa un'ora; un calvario umido e afoso vista la temperatura ancora prettamente estiva e dato che i convogli erano affollatissimi. Il treno-lumaca, poco prima di Navacchio si è dovuto fermare. Il motivo? Un problema allo scambio della stazione di Pontedera. «Almeno così ci ha detto il controllore - dichiara il pendolare di Pontedera -, un controllore molto gentile visto che ci ha comunicato almeno il perché di quella sosta forzata anche se ovviamente si è ben guardato dal dirci quanto tempo dovevamo rimanere fermi». Fatto sta che la calura all'interno dei vagoni strapieni del treno non era sopportabile e solo dopo molte insistenze dei pendolari e dopo l'aver messo in sicurezza i binari, è stato consentito ai viaggiatori di aprire le porte e di respirare un po' d'aria fresca. «Grazie a questo ritardo - sbotta un altro passeggero - Trenitalia mi ha fatto perdere non una ma ben due coincidenze per Siena e sono pronto a chiedere il rimborso del biglietto ed invito tutti i passeggeri a fare lo stesso». Stando ai racconti di alcuni pendolari della tratta Pisa-Firenze, quella appena conclusasi è stata una settimana nerissima. «E' da lunedì scorso - dicono i passeggeri - che ogni giorno ce n'è una! Una volta siamo rimasti fermi perché erano stati rubati i fili di rame, un'altra un treno è stato soppresso, un'altra volta abbiamo accumulato un forte ritardo per problemi di manutenzione sulla linea». La cosa diventa intollerabile. «Visti i problemi sulla tratta da Pisa a Firenze - concludono amareggiati i passeggeri - ci chiediamo che cosa stia aspettando la Regione a fare sentire la sua voce di protesta su Trenitalia. A meno che non si tratti di una manovra per arricchire i petrolieri visto che se continuiamo di questo passo, saremo costretti a ingolfare ancora di più la superstrada Fi-Pi-Li».
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