Il dolore
Comune bacchettato per comportamento antisindacale
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Agenti della municipale al lavoroIl giudice del lavoro ha annullato il provvedimento con cui si riorganizzava l'orario della polizia municipale
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CASCINA. Che la gestione dei rapporti tra polizia municipale e la precedente amministrazione comunale sia stata alquanto tormentata è certo. Ma ora anche il giudice del lavoro del tribunale di Pisa ha condannato il Comune, che era stato accusato dal sindacato, per comportamento antisindacale. La sentenza è stata emessa alcuni mesi fa. Da pochi giorni sono state depositate le motivazioni alla base della sentenza.
Il ricorso del sindacato Diccap, Dipartimento camere di commercio autonomie locali e polizia locale, era mirato a fare decadere un provvedimento voluto dall'allora dirigente della macrostruttura Affari generali relativo all'orario di lavoro del personale di vigilanza della polizia municipale. Atto che era stato adottato senza una preventiva comunicazione al sindacato, come previsto dal contratto. In ballo c'era il lavoro serale e notturno. Il problema che l'anno prima aveva fatto scoppiare il contenzioso tra il comandante Giovanni Bulleri e l'ex sindaco Moreno Franceschini.
Il dirigente (nel frattempo il nuovo sindaco ha modificato l'assetto degli uffici e cambiato i dipendenti al vertice delle macrostrutture) non aveva neppure cercato la strada della concertazione. Fin dall'inizio il sindacato poichè riteneva illegittimo il provvedimento aveva chiesto all'amministrazione di fare marcia indietro. Poi si era rivolta al tribunale che in primo grado ha respinto il ricorso del sindacato. In Appello le cose sono cambiate. Il dirigente, secondo la sentenza del giudice del lavoro, nel rispetto del contratto di lavoro, avrebbe dovuto confrontarsi con il sindacato e il personale di vigilanza prima di varare una nuova organizzazione del lavoro.
Gli atti adottati con il provvedimento del 15 giugno 2010 sono stati dichiarati illegittimi. Comune e sindacato pagheranno le spese legali sostenute. Il Sulpm commenta: «Questa sentenza dimostra la serietà del nostro sindacato riuscito a far valere un diritto che era stato palesemente leso».
Il ricorso del sindacato Diccap, Dipartimento camere di commercio autonomie locali e polizia locale, era mirato a fare decadere un provvedimento voluto dall'allora dirigente della macrostruttura Affari generali relativo all'orario di lavoro del personale di vigilanza della polizia municipale. Atto che era stato adottato senza una preventiva comunicazione al sindacato, come previsto dal contratto. In ballo c'era il lavoro serale e notturno. Il problema che l'anno prima aveva fatto scoppiare il contenzioso tra il comandante Giovanni Bulleri e l'ex sindaco Moreno Franceschini.
Il dirigente (nel frattempo il nuovo sindaco ha modificato l'assetto degli uffici e cambiato i dipendenti al vertice delle macrostrutture) non aveva neppure cercato la strada della concertazione. Fin dall'inizio il sindacato poichè riteneva illegittimo il provvedimento aveva chiesto all'amministrazione di fare marcia indietro. Poi si era rivolta al tribunale che in primo grado ha respinto il ricorso del sindacato. In Appello le cose sono cambiate. Il dirigente, secondo la sentenza del giudice del lavoro, nel rispetto del contratto di lavoro, avrebbe dovuto confrontarsi con il sindacato e il personale di vigilanza prima di varare una nuova organizzazione del lavoro.
Gli atti adottati con il provvedimento del 15 giugno 2010 sono stati dichiarati illegittimi. Comune e sindacato pagheranno le spese legali sostenute. Il Sulpm commenta: «Questa sentenza dimostra la serietà del nostro sindacato riuscito a far valere un diritto che era stato palesemente leso».
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