Il Tirreno

Pontedera

I BIMBI TRASLOCATI

C'è l'okay al pre-scuola

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 PONSACCO. C'è una buona notizia, per le famiglie degli alunni della quinta A delle elementari dell'istituto comprensivo Niccolini di Ponsacco. Alla vigilia dell'inizio dell'anno scolastico avevano scoperto che i loro figli avrebbero dovuto traslocare dalla sede di via Giusti alla succursale Mascagni in via vecchia di Pontedera.  Hanno protestato, in Comune. Hanno chiesto alcune soluzioni. Una delle richieste che, nei giorni scorsi, avevano avanzato all'amministrazione verrà accolta. È lo stesso sindaco di Ponsacco, Alessandro Cicarelli, a spiegarlo. «Ci stiamo dando da fare per permettere a queste famiglie - dice il primo cittadino - di poter usufruire del pre scuola o del doposcuola. L'altra richiesta avanzata, quella di poter avere il trasporto gratuito, non è proprio possibile. Non ce lo permette il tregolamento». Le famiglie dei bambini che hanno subìto il trasloco, protestano perché il cambio di sede crea molti disagi, soprattutto ai genitori che lavorano o che hanno due figli da accompagnare a scuola, in due plessi diversi. Da qui la richiesta. Che il Comune ha accolto. «Vorrei però spiegare - prosegue il sindaco di Ponsacco - che la decisione di spostare la classe è stata presa dopo aver valutato alcune situazioni, all'indomani della comunicazione, da parte della Regione Toscana, di averci concesso una sezione della materna. Era il 28 agosto: Ci siamo messi subito al lavoro. Dovevamo trovare una sede in maniera veloce, senza incidere sugli investimenti, compatibile con il personale Ata, in continua diminuizione. Quindi, era obbligatorio trovare una sede dentro una struttura estistente. I genitori degli alunni ai quali è stata spostata la classe, son ostati subito avvertiti. Non è vero che l'hanno saputo alla vigilia dell'avvio dell'anno scolastico. Ne è una prova il fatto che sono venuti in Municipio che ci hanno fatto delle richieste, che, in parte, stiamo cercando anche di accogliere».  Cicarelli ci tiene a sottolineare che la situazione si è venuta acreare non per una volontà dell'amministrazione locale. «Abbiamo progetti nell'ambito della pubblica istruzione - dice - che però sono bloccati dal patto di stabilità. Se non bastasse, quest'anno, i fondi della Regione per attivare sezioni della materna che non ci erano stati concessi dal governo, devono essere integrati con una quota, pari all'otto per cento, anche dai Comuni».

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