Il Tirreno

Pontedera

Bacco è di casa in Valdera

Enrico Bimbi
In senso orario Ginevra Venerosa Pesciolini figlia del conte Pierfrancesco Marcello Lunelli e Filippo Gaslini Alberti della Fattoria di Morrona
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In senso orario Ginevra Venerosa Pesciolini figlia del conte Pierfrancesco Marcello Lunelli e Filippo Gaslini Alberti della Fattoria di Morrona

La zona è una solida realtà vitivinicola: tante etichette al vertice

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 PONTEDERA. La nuova Bolgheri o la Montalcino pisana? La Valdera non vuole essere confrontata ad altre zone di eccellenza vitivinicola. Fino a poco tempo fa era una promessa, oggi è una solida realtà grazie a tanti eccellenti risultati. Recensioni di prestigio non sono più rarità. Molte etichette si posizionano ai vertici di critica e hanno conquistato la fiducia degli amanti del frutto di bacco. Buona mineralità del terreno, temperatura mitigata da brezze marine canalizzate dal monte Serra: le costanti di questo territorio.  Da padrona la fa la bacca nera con l'autoctono sangiovese seguito a ruota dal syrah e dai bordolesi, soprattutto cabernet sauvignon e merlot. Ma la Valdera è anche vino bianco ed alcune zone hanno dimostrato eccellenza con il vermentino che ha sostituito in gran parte gli impianti di trebbiano. Ora una mano potrebbe arrivare dalla nuova Doc Terre di Pisa che, dopo dieci anni di gestazione, ha visto la nascita. Del resto il territorio ha portato avanti progetti importanti come quello sulla riqualificazione del vino Chianti, promossa da un Festival che assegna al miglior Chianti pisano il Fiasco di Diamante ed ai piazzamenti d'onore i Fiaschi d'oro e d'argento. Ma la nuova "era" era già cominciata nel 1985, quando il conte Pierfrancesco Venerosi Pesciolini uscì con un vino di rottura strepitoso che ha dimostrato le potenzialità di un territorio fino ad allora poco considerato. Si parla del Veneroso, ancora oggi una delle più belle realtà.  A raccogliere l'eredità di grande vigneron è stata la figlia Ginevra che, con la sua abilità, ha contribuito a un ulteriore sviluppo della azienda di famiglia.  «Forse il segreto di questa terra deve essere ancora scoperto in quanto ci sono grandi margini di miglioramento da colmare - spiega il conte Filippo Gaslini Alberti della Fattoria di Morrona -. Per farlo è indispensabile che le aziende siano in salute e mi auguro che la nuova Doc Terre di Pisa possa essere d'aiuto, in quanto voce corale. Andare alla conquista dei mercati ognuno per conto proprio e con singole strategie, come è stato fatto fino ad oggi, è dispendioso e poco efficace. Per noi il terreno più spettacolare è quello della vigna alta, altamente calcareo con sedimenti marini fossili, una terra difficile che richiede fatica e monitoraggio giornaliero ma che regala grandi soddisfazioni. Qui sono a dimora vecchie piante di sangiovese dalle quali nasce uno dei nostri vini più prestigiosi, appunto il VignAalta».  Marcello Lunelli, il re delle bollicine italiane con lo spumante Ferrari che, perdutamente innamorato della Toscana, ha fatto nascere a Terricciola la splendida tenuta di Podernovo, dice: «La prima cosa che mi ha colpito e affascinato è la bellezza paesaggistica». E aggiunge: «Queste colline sono uno spettacolo della natura e non si può fare a meno di amarle. Altrettanto spettacolare è il microclima dovuto ad una posizione strategica. Qui non esistono i caldi opprimenti dell'entroterra e nemmeno i freddi e i venti della costa. La posizione intermedia rende il territorio ideale alla viticoltura. Per il sangiovese, che è il nostro primo obiettivo, non potevamo disporre di terra migliore». La nuova Doc Terre di Pisa è stata accolta con favore. «Pisa è un nome conosciuto sia in Italia, che all'estero. Identificarsi nel suo territorio sotto una denominazione con un disciplinare serio era cosa auspicata e richiesta da tempo. Finalmente siamo al varo, vedremo gli sviluppi ma sono fiducioso», continua Lunelli. I vini di Podernovo convoglieranno nella nuova denominazione? «Certamente sì, - risponde Lunelli - il Teuto rientrerà nel Terre di Pisa Sangiovese e l'Aliotto nel Terre di Pisa Rosso».  Bruno Rivetti di Casanova della Spinetta è a Terricciola. Lui e i fratelli, Giorgio e Giancarlo, hanno raggiunto fama mondiale grazie alle produzioni piemontesi di Barbaresco e Barolo. E anche per Bruno Rivetti il segreto della Valdera sta nell'eccezionale microclima, ma non solo. «Il terreno è ricco di fossili e sabbia, caratteristiche che aiutano l'espressione di finezza e profumi». Quale tecnica di lavoro utilizza per il sangiovese, vitigno su cui è stata improntata la produzione toscana? «Non abbiamo sconvolto la nostra abitudine lavorativa. Il sangiovese è un vitigno fragile che necessita di cure quotidiane, come del resto lo è il nebbiolo. La tecnica per noi è esattamente la stessa utilizzata in Piemonte: pochi grappoli per pianta per garantire al frutto buona alimentazione e tanta attenzione all'esposizione e al circolo d'aria intorno al grappolo togliendo le pampane che lo impediscono».  Altra zona altamente vocata alla viticoltura e quella confinante al livornese. A Fauglia si sfornano molti vini di grande rilievo. I più rappresentativi provengono dagli Archi, dai Giusti e Zanza e dalla Fattoria Uccelliera. «La nostra terra alterna e intreccia impasti calcarei, argillosi e sabbiosi, sul microclima ha incisività la relativa vicinanza del mare - dice Tiziana Sani Bulleri dell'Uccelliera -. In questo contesto i vini sono spesso caratterizzati da ottima espressione aromatica, finezza ed eleganza. Sarò di parte ma ritengo che le nostre uve pinot bianco e sauvignon hanno ben poco da invidiare a quelle del settentrione».  Non solo rossi nella provincia di Pisa. Non molto distante da Fauglia c'è la Tenuta di Torre a Cenaia che, da quando la proprietà è stata acquisita dalle famiglie bresciane Coppini e Terzi, sta realizzando produzioni di alto interesse, tra le quali va messa sul piedistallo quella del Cenaja Vermentino, uno dei bianchi più recensiti della regione.  C'è stato anche l'exploit di Pontedera, città della Piaggio. La fattoria del conte Aldobrando Degli Azzoni sta realizzando produzioni importanti e sembra in fase ascensionale anno dopo anno. Tra le particolarità di questa azienda anche l'unico pinot grigio della provincia etichettato con il nome di Villa Sole. Confinante, abbiamo la Fattoria Santa Lucia di Luca Martini che si è erto a paladino dei vitigni autoctoni puntando, con viticoltura biologica, al sangiovese e al ciliegiolo. A conferma della particolare vocazione di questa fascia di terreno c'è il successo di altre due note aziende che lavorano in terreni adiacenti. Si tratta della Fattoria Sangervasio nel comune di Palaia e della Fattoria Varramista in Montopoli Val d'Arno. Pontedera è anche sede della Castellani Spa considerata una delle top 10 italiane nel vino. Una azienda che vanta diverse fattorie di cui ben quattro in provincia di Pisa. Nelle colline di Crespina, Lari e Terricciola si trovano le tenute di Poggio al Casone, Ceppaiano e Burchino mentre a Santa Lucia di Pontedera c'è la Fattoria Travalda che produce un solo vino, ma di grande qualità, frutto dei quattro vitigni bordolesi a bacca nera: cabernet franc, cabernet sauvignon, merlot e petit verdot. Sempre a Pontedera c'è la novità della tenuta Riccardi Toscanelli. La proprietà, che fa capo alla famiglia Pesce, ha investito ingenti capitali per nuovi impianti di vigneto e per far tornare operativa la cantina della Villa Toscanelli. Le Tenute Riccardi Toscanelli hanno già debuttato con un bianco a base vermentino ed un Chianti a base sangiovese.

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