Il Tirreno

Pontedera

La classe trasloca, i genitori non lo sanno

Paola Silvi
La classe trasloca, i genitori non lo sanno

La protesta delle mamme: quel trasferimento crea molti disagi alle famiglie

3 MINUTI DI LETTURA





 PONSACCO. Alcuni hanno scoperto di aver cambiato edificio il primo giorno di scuola. Altri ne sono venuti a conoscenza grazie al passaparola che c'era stato, fra le mamme, a pochi giorni dall'inizio del nuovo anno scolastico. La quinta A delle elementari dell'istituto comprensivo Niccolini di Ponsacco ha traslocato.  Le lezioni per questi piccoli alunni non si terranno più in via Giusti ma nella succursale Mascagni in via vecchia di Pontedera. L'aula, che li ha accolti per 4 anni consecutivi, ospita dal 14 settembre una sezione della materna. E il trasferimento si traduce non solo con uno sfratto inaspettato ma anche con una serie di disagi da affrontare.  Problemi per i genitori che si trovano a gestire orari diversi e tragitti più lunghi.  Delusione per gli studenti che fino all'ultimo non sapevano niente. Rimbalzati da un plesso all'altro, "come se fossero numeri e non persone", sparano i genitori.  «Pensiamo che tale provvedimento - tuonano le madri - poteva esserci comunicato per tempo, per permetterci di organizzare gli impegni e il menage familiare».  La sorpresa non è piaciuta soprattutto a quei genitori che la mattina devono zigzagare da una scuola all'altra perché hanno più di un figlio da accompagnare.  «Non possiamo contestare la sostanza. La preside ci ha spiegato che la sistemazione logistica delle aule non dipende dalla direzione. Le strutture stanno scoppiando e le scuole fanno quel che possono ma le nostre famiglie non hanno ricevuto nessuna comunicazione. È stata chiamata solo la rappresentante di classe una settimana prima della partenza delle scuole. La notizia era sul sito ma non tutti hanno un computer».  E c'è di più. «I nuclei familiari con due bambini - continuano le donne - sono in difficoltà. Devono districarsi tra un istituto e l'altro. Il risultato? Uno dei due entra in ritardo, aspetta da solo all'uscita e perde tempo. Per una scelta che nessuno di noi ha voluto».  Una decisione piovuta dal cielo secondo i genitori che, senza farsi prendere dallo sconforto, sono andati a parlare con il sindaco. «Abbiamo chiesto all'amministrazione un aiuto, un sostegno anche simbolico. Ci sentiamo vittime di questa situazione e spetterebbe al Comune venirci incontro». In pratica i genitori chiedono il pre-scuola o il servizio di trasporto gratuito per quelle famiglie costrette a fare i salti mortali per lasciare i bambini in plessi diversi e lontani. Ma i segnali che arrivano dall'amministrazione non lasciano ben sperare. «Ci scusiamo per il disagio provocato ai ragazzi e il ritardo delle informazioni - premette l'assessore al'istruzione Roberto Chiarugi - ma la Regione ha comunicato i finanziamenti per l'attivazione della materna solo il 28 agosto. Possiamo derogare poi sul numero dei ragazzi che partecipano al pre-scuola ma non sul pagamento della quota perché il regolamento non lo prevede. Sarebbe scorretto per tanti altri genitori che vivono le stesse difficoltà». È il caso di alcune classi spostate dalle Melorie in Valdicava. «Sappiamo - conclude Chiarugi - che le nostre scuole stanno superando i limiti di accoglienza ma, pur avendo il progetto pronto da oltre 6 anni e il terreno già espropriato, non possiamo costruire una nuova struttura scolastica. Siamo bloccati dal patto di stabilità e così non resta che accorpare».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa