Il Tirreno

Pontedera

Come previsto dal preside, il rientro pomeridiano sarà possibile solo a partire da lunedì 3 ottobre

Il tempo pieno ritarda: è protesta

Giacomo Pelfer
La mensa all’elementare de La Scala
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La mensa all’elementare de La Scala

Infuriati i genitori della scuola elementare "Giusti" a La Scala

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SAN MINIATO. Il tempo pieno c'è, ma non ancora. Dovranno attendere per altre due settimane i bambini della scuola elementare "Giusti", a La Scala, prima di poter rimanere in aula anche al pomeriggio. Quella de La Scala, infatti, è l'unica scuola in tutto il comune di San Miniato a poter vantare ancora il "privilegio" del tempo pieno, ma il servizio partirà solo da lunedì 3 ottobre, come stabilito dalla direzione dell'istituto comprensivo "Sacchetti". Un ritardo che scatena la rabbia dei genitori, che protestano pubblicamente e chiedono l'aiuto del sindaco Vittorio Gabbanini. Tante le famiglie che hanno scelto il rientro pomeridiano a causa degli impegni di lavoro, e che adesso protestano per un servizio che partirà tra due settimane.  Tra loro c'è Sergio Matteoli, geologo, che si è fatto carico di scrivere una lettera, inviata al nostro giornale e sottoscritta da un gruppo di genitori. «Mia moglie lavora a Firenze - spiega - mentre io sono spesso all'estero. Come noi ce ne sono tanti altri. La scelta di questo istituto, per la maggior parte dei genitori, non è dettata solo da motivi logistici, cioè dalla vicinanza da casa, ma anche dalla condizione lavorativa, che non consente ad almeno uno dei due di essere presente all'uscita da scuola, né di poter dedicare qualche ora del pomeriggio allo svolgimento dei compiti. Molti di questi genitori non possono nemmeno contare sull'appoggio delle famiglie: i mitici nonni, che troppo spesso sono chiamati a sopperire alle deficienze del sistema scuola».  Da qui le difficoltà, in vista delle due prossime settimane. «Per ben 12 giorni - scrivono i genitori - i bambini della scuola usciranno alle ore 12,30, perché la struttura non è ancora in grado di organizzare il tempo pieno. Sorge quindi spontanea una domanda: ma coloro che lavorano e non hanno nonni a disposizione, come fanno a gestire questi 12 giorni? Vengono in mente solo due possibili soluzioni: prendere dei giorni di ferie (se si può), o assumere una baby-sitter. A meno che non si riesca a trovare un nonno da chi ne ha in esubero, si tratta di soluzioni che prevedono un costo per le famiglie. E non è assolutamente detto che queste se lo possano permettere».  I genitori fanno anche un confronto con quanto avviene in altri comuni: «Se gettiamo uno sguardo al nostro circondario - dicono -, scopriamo che a Empoli e Montelupo il tempo pieno inizia il 26 settembre, a Pontedera il 19, a Firenze addirittura il 15. È mai possibile che le inefficienze e gli errori dei dirigenti scolastici debbano trasformarsi in costi e disagi per le famiglie?».  I genitori del "Giusti" puntano il dito soprattutto contro il preside, Aido Fattori, che solo da pochi giorni ha preso il posto di Salvatore Caruso. «I tagli del ministro Gelmini - prosegue la lettera - hanno già ridotto la funzionalità della scuola pubblica e non possiamo permetterci di perdere anche l'opera di chi dovrebbe lavorare per ridurre i disagi delle famiglie e garantire l'istruzione. Il tempo pieno non è certo una novità di quest'anno, ma questi problemi si ripresentano uguali, ad ogni inizio di anno scolastico. I dirigenti fanno il loro mestiere da molto tempo e ricevono uno stipendio proprio per far funzionare la scuola. Come genitori, chiediamo quindi che la direzione didattica si adoperi per far partire il tempo pieno a partire almeno da mercoledì 21 settembre».

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