Proteste
Folla e polemiche in corso Matteotti diventato giardino
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Un giardino in mezzo al corso per accogliere migliaia di persone alla festa del commercio. I negozianti non si sono smentiti. Alla fine, anche se non sono mancate le polemiche, hanno centrato l'obiettivo. Festa riuscita, tante le iniziative, libero spazio alla fantasia. Ogni angolo della città, non solo in centro ma anche in Oltrera e alla stazione, ha avuto la sua attrazione. Musica in piazza Duomo organizzata dal Bar Duomo. Di impatto gli arredi e le scenografie del principale corso cittadino. Ma anche singoli negozi hanno saputo cogliere l'occasione per valorizzare al meglio le proprie vetrine. Cipressi, in stile Bolgheri, all'interno della boutique Gina. Candele e ballerine hanno animato gli acquisti dello shopping serale.
Modelle e artisti di strada sono stati protagonisti di spettacoli intineranti. In via Gotti sguardi al cielo per spettacolo con gli acrobati dei cornicioni. Sul maxischermo della piazza del tribunale la sfilata dei bambini che per un giorno sono stati modelli d'eccezione per i negozi Gulp e Semedimela. Sfilata di moda anche in via del Teatro. Ogni vetrina, non solo dei negozi di abbigliamento, era tirata a lucido con il meglio delle collezioni invernali. La festa del commercio è tornata alle origini ora che è stata separata dalla notte bianca confermandosi un fiore all'occhiello del tessuto economico cittadino.
«Anche se molti si sono decisi a fare qualcosa all'ultimo momento - dice l'assessore alle attività produttive Stefano Tognarelli - i risultati sono stati buoni. I commercianti hanno recuperato in zona Cesarini, per usare una metafora calcistica. I risultati sono stati molto buoni. Ma dobbiamo subito metterci al lavoro sia con gli operatori che con le associazioni di categoria per rivedere alcuni aspetti dell'organizzazione, ovviamente sempre nell'ottica di incentivare le vendite, di promuovere il nostro commercio».
I tra i commercianti molti condividono il pensiero dell'assessore. Soprattutto perchè non è stato facile mettere insieme le risorse necessarie a pagare le scenografie, arredi e spettacoli. Ogni strada infatti poteva presentare un progetto comune (sempre con tema libero). E il singolo negoziante aveva poi la possibilità di organizzare eventi e vetrine all'interno della propria attività. Non tutti però hanno voluto compartecipare alle spese e questo ha creato malumori. In alcune strade l'assenza di un progetto si è vista nei risultati.
Il primo a rompere il silenzio è il titolare della Bottega del caffè, in corso Matteotti.
«La festa è riuscita e proprio per questa ragione è arrivato il momento di fare una riflessione tutti insieme anche con il coinvolgimento dell'amministrazione - dice Fabrizio Lupi - A pagare per le scenografie e le decorazioni della festa siamo sempre gli stessi. Alcune negozi di grandi catene non vogliono contribuire. Se decidiamo di organizzare la festa del commercio tutti quelli che restano aperti di sera dovrebbero pagare la loro quota. Altrimenti sarà sempre più difficile dare ai clienti l'immagine che siamo abituati a dare».
Modelle e artisti di strada sono stati protagonisti di spettacoli intineranti. In via Gotti sguardi al cielo per spettacolo con gli acrobati dei cornicioni. Sul maxischermo della piazza del tribunale la sfilata dei bambini che per un giorno sono stati modelli d'eccezione per i negozi Gulp e Semedimela. Sfilata di moda anche in via del Teatro. Ogni vetrina, non solo dei negozi di abbigliamento, era tirata a lucido con il meglio delle collezioni invernali. La festa del commercio è tornata alle origini ora che è stata separata dalla notte bianca confermandosi un fiore all'occhiello del tessuto economico cittadino.
«Anche se molti si sono decisi a fare qualcosa all'ultimo momento - dice l'assessore alle attività produttive Stefano Tognarelli - i risultati sono stati buoni. I commercianti hanno recuperato in zona Cesarini, per usare una metafora calcistica. I risultati sono stati molto buoni. Ma dobbiamo subito metterci al lavoro sia con gli operatori che con le associazioni di categoria per rivedere alcuni aspetti dell'organizzazione, ovviamente sempre nell'ottica di incentivare le vendite, di promuovere il nostro commercio».
I tra i commercianti molti condividono il pensiero dell'assessore. Soprattutto perchè non è stato facile mettere insieme le risorse necessarie a pagare le scenografie, arredi e spettacoli. Ogni strada infatti poteva presentare un progetto comune (sempre con tema libero). E il singolo negoziante aveva poi la possibilità di organizzare eventi e vetrine all'interno della propria attività. Non tutti però hanno voluto compartecipare alle spese e questo ha creato malumori. In alcune strade l'assenza di un progetto si è vista nei risultati.
Il primo a rompere il silenzio è il titolare della Bottega del caffè, in corso Matteotti.
«La festa è riuscita e proprio per questa ragione è arrivato il momento di fare una riflessione tutti insieme anche con il coinvolgimento dell'amministrazione - dice Fabrizio Lupi - A pagare per le scenografie e le decorazioni della festa siamo sempre gli stessi. Alcune negozi di grandi catene non vogliono contribuire. Se decidiamo di organizzare la festa del commercio tutti quelli che restano aperti di sera dovrebbero pagare la loro quota. Altrimenti sarà sempre più difficile dare ai clienti l'immagine che siamo abituati a dare».
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