Sicurezza
La riabilitazione è "sul campo"
Alice Giusti
Una sessantina tra disabili e detenuti lavorano nell'agricoltura sociale
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VOLTERRA. In mezzo al verde delle campagne della Valdicecina, il lavoro agricolo diventa l'habitat ideale per tutti i ragazzi meno fortunati, con disagi mentali, handicap o carcerati per reinserirsi nella società. Si chiama "Agricoltura sociale" e sul territorio sono 3 le aziende capofila, impegnate ormai da anni nella promozione di questa attività. Sono più di 60 i ragazzi coinvolti. «Ho iniziato nel 2005 - esordisce Valentina Moretti, titolare dell'omonima azienda agricola di Pomarance - dopo aver visto al nord come funzionava il modello di agricoltura sociale». Dal contatto con il centro diurno per i ragazzi affetti da disagi mentali e con l'Asl, è nato il progetto di riabilitazione equestre, a cui partecipano 20 ragazzi. Il suo cavallo di battaglia, infatti, si chiama "Pet therapy", che utilizza sia con 5 detenuti del Maschio di Volterra, sia con una decina di bambini affetti da autismo. All'interno del progetto "Qualcosa di diverso", dedicato ai minorenni autistici, Valentina ha voluto spingersi oltre prendendo a lavorare con sé uno di questi ragazzi. Così, con il beneplacito dell'Asl, il ragazzo ha iniziato a partecipare a tutte le attività. «Molti dei partecipanti ricevono dall'Asl una somma per il lavoro svolto, grazie a fondi della Regione», puntualizza la titolare. Anche lei, insieme alle altre due realtà dell'alta Valdicecina che fanno agricoltura sociale, racconteranno la loro esperienza durante un seminario organizzato ad hoc dalla Società della Salute. Ci sarà anch Angelo Lippi, vicepresidente dell'associazione "Mondo nuovo" che gestisce e in parte finanzia l'agricoltura sociale all'Orto dei Lolli di Villa Giardino. Qui sono 16 i ragazzi affetti da disagi mentali che si dedicano alla produzione delle merci agricole, dirigendosi tra l'altro una volta alla settimana anche a venderle al mercato, e giornalmente all'Emporio della Filiera Corta. «È da 3 anni che svolgiamo l'attività. Il nostro obiettivo è più ambizioso, fare da tramite per l'inserimento in aziende agricole "normali" - spiega - creando tutta una serie di punti di incontro. Si potrebbe iniziare con l'assumere questi ragazzi stagionalmente». Infine partecipa ai progetti anche l'azienda agricola "Il Lischeto" di Volterra.
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