La manifestazione
«Il governo ci sta massacrando»
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La partenza in bus dei sindaci dellUnione della Valdera; più a destra un momento del corteo che ha sfilato in centro a Pisa Lo sfogo dei sindaci al palazzo del governo: basta con i tagli alle città
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PONTEDERA. Fascia tricolore e una lettera da consegnare al prefetto di Pisa nel giorno della protesta nazionale contro la manovra del governo. Determinati i sindaci dell'Unione della Valdera si presentano all'appuntamento. Partenza alle 10 dalla piazza degli autobus vicino alla stazione. Tutti i centri della Valdera sono rappresentati. I sindaci assenti, come Casciana Terme, sono "giustificati". Per un giorno i sindaci hanno riconsegnato al prefetto la delega su anagrafe e stato civile e sono state aperte le porte dei municipi per dare notizie ai cittadini sulle conseguenze delle manovre finanziarie sui bilanci dei Comuni e sugli effetti sulla qualità e quantità dei servizi. Nell'attesa del bus, messo a disposizione dalla Compagnia Pisana Trasporti, una cittadina si avvicina. «Dovevate andare sulla linea ferroviaria, ci vuole una protesta forte come abbiamo fatto noi operai della Piaggio nel 1984...». Massimo Gradassi, autista col compito di accompagnare i sindaci in prefettura, si presenta all'orario stabilito. I sindaci, alcuni indossano immediatamente la fascia tricolore, cominciano a spiegare le ragioni della loro adesione al primo sciopero dei sindaci, deliberato dal direttivo dell'Anci. Presto è spiegata la scelta del bus per andare a protestare. «I nuovi tagli ai Comuni - spiega Filippo Fatticcioni, sindaco di Capannoli e presidente dell'Unione della Valdera - rischiano di avere gravi ripercussioni sul trasporto locale oltre che sul sociale. La nostra partecipazione alle spese del trasporto locale è sempre più a rischio, dobbiamo spiegarlo ai cittadini». A ruota il sindaco di Buti, Alessio Lari. Spiega che per un piccolo Comune come il suo la situazione è difficilissima: «Non si tratta di limare qua e là, dobbiamo fare scelte politiche, pensare a cosa può essere mantenuto». Molte spese dei bilanci dei Comuni sono bloccate (personale, mutui, convenzioni), osservano i sindaci di Palaia e Ponsacco - che peraltro non si risparmiano ironiche battute sui progetti delle rispettive squadre di calcio - quasi sempre le scelte sui tagli sono blindate e non è possibile fare progetti a lunga scadenza. A Pisa i sindaci della Valdera - in corso Corso Italia dal lato di piazza Vittorio Emanuele - si uniscono ad altri arrivati dalla provincia, da Cascina e dal Lungomonte, dal comprensorio del Cuoio come dal Volterrano e dalla Valdicecina per andare dal prefetto. Sfilano in corteo con uno striscione e le fascie tricolori accolti a volte da sguardi di indifferenza ma anche di interesse. C'è chi si sofferma a guardarli: «Fate bene, andate a protestare, fate sentire la voce dei cittadini». A sostenere la protesta anche il segretario provinciale del Pd Francesco Nocchi e per la Cgil il segretario generale provinciale Gianfranco Francese. S.C. Altri servizi a pag. 5
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