Il dolore
In via Primo Maggio proteste per la strada non chiusa
Baristi e ristoratori aperti ma non soddisfatti
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PONTEDERA. Non sarà la festa delle tavolate, delle super abbuffate e della movida sregolata. Saranno i commercianti i veri e propri protagonisti dell'evento che ripropone la formula di 6 anni fa. Ma i bar e i ristoranti saranno aperti. Confinati di fatto nello spazio interno o immediatamente anteriore ai locali ma aperti. «Nei limiti del possibile - dice Gimmy Scatassa, titolare del bar J&G in piazza Cavour - cercheremo di accontentare i nostri clienti. Per questo abbiamo pensato a pietanze semplici e facilmente trasportabili. Chiediamo però di aver pazienza e un pizzico di spirito di adattamento». Così i ristoratori pontederesi, mentre assicurano la massima accoglienza, stanno preparando lasagne, risotti, pizze e focaccine. Basta fare due passi in centro e i vari menù compaiono su cartelloni dai colori sgargianti appesi ai lati dei negozi. Alcuni hanno optato per un prezzo fisso che non supera i 10 euro. La protesta è scoppiata tra alcuni esercenti di via Primo Maggio. «Molte strade sono state chiuse al traffico - dice il titolare del bar Crazy World - e la nostra no e non si capisce per quale ragione. Anch'io avrei voluto poter mettere qualche tavolino all'esterno».
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