Il Tirreno

Pontedera

Arrivano in aula e vengono divisi

Francesca Suggi
Studenti delle superiori all’entrata di scuola
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Studenti delle superiori all’entrata di scuola

Caos al Montale: gli studenti di due classi bilingue rifiutano la rivoluzione

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 PONTEDERA. Scoprono che dovranno cambiare prof e compagni di classe il primo giorno di scuola. Nessun preavviso, di comunicazioni alle famiglie nemmeno l'ombra. Sorpresi, amareggiati, arrabbiati sono gli studenti delle seconde A e B del liceo Montale. Da quest'anno l'istituto, seguendo la normativa, sopprime il bilinguismo nelle classi. «Ma avevamo il diritto di saperlo», sparano gli adolescenti.  Si traduce con una sorta di accorpamento di tutti gli studenti che, da una parte, studiano il francese e dall'altra quelli che fanno spagnolo. Ragazzi che hanno trascorso l'intero anno scolastico passato insieme, riuniti in due classi bilingue. L'allora 1ªA e 1ªB.  «Pensiamo che tale provvedimento obbligato dal Ministero poteva esserci comunicato per tempo, per poi poterne discutere insieme alla scuola e alla nostre famiglie», fanno presente gli stessi studenti che per i primi due giorni di lezione hanno rifiutato di separarsi.  La sorpresa non è piaciuta. Neppure ai genitori dei ragazzi, che l'altro ieri si sono presentati subito al liceo di Pontedera per incontrare la preside Renella Bandinelli e chiedere spiegazioni.  «Non contestiamo la sostanza, capiamo che è obbligata - sottolinea Aurora Scatassa, mamma di una delle studentesse coinvolte - bensì non condividiamo in alcun modo la forma. Come si fa ad arrivare in classe, il primo giorno, e a comunicare così all'improvviso un cambiamento del genere? Questi ragazzi hanno trascorso un anno insieme, con professori che hanno seguito un percorso didattico. Adesso che si fa? Si ricomincia da capo? Si interrompe un percorso, si dividono gli studenti? Tutta questa rivoluzione senza neppure essere informati dalla scuola». Alcuni dei genitori presenti al faccia a faccia con la preside si sono riproposti di far valutare la questione a un legale. «Vogliamo capire se interrompere così bruscamente un percorso può causare dei danni ai nostri ragazzi».  Dal canto suo la dirigente Renella Bandinelli è consapevole dell'agitazione. Di studenti e genitori. E non nasconde che alla base della mancata comunicazione c'è stato un problema al sistema informatico della scuola. «Il sistema è andato in tilt, tanto che non siamo riusciti a pubblicare sul sito della scuola neppure la composizione delle classi», premette. Rispetto al caso della 2ªA e della 2ªB: «Il database nazionale aveva inserito la nuova formazione delle classi secondo i criteri ministeriali che sopprimono classi bilingue, ma il nostro sistema informatico non ha recepito questi input. Abbiamo capito l'errore solo il primo giorno di scuola».  La preside ci tiene, comunque, a sottolineare che l'ufficializzazione della "rivoluzione delle classi bilingue" è arrivata solo a metà agosto, quando la scuola ha preso visione dell'organico di fatto.  «Capiamo che i ragazzi siano agitati, ma le due classi hanno fatto percorsi didattici paralleli, quindi non ci sarà alcun disagio», conclude. «Comunque da stamani le due classi saranno divise regolarmente, riunendo in una chi fa francese e nell'altra chi studia spagnolo».

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