Sicurezza
Aveva scoperto di avere un tumore da pochi mesi. Lascia una bimba: Sonia Bellucci lavorava al Lotti
Muore a 38 anni infermiera del 118
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Lentrata del pronto soccorso dellospedale Lotti dove lavorava linfermiera 2 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Dolce mamma di una bambina e una stimata infermiera. Sonia Bellucci, 38 anni, è morta l'altra notte. Un tumore che le era stato diagnosticato pochi mesi fa l'ha vinta nonostante la giovane età dell'infermiera e la sua voglia di combattere contro la malattia. Ogni cura si è rivelata inutile. E nelle ultime settimane la malattia si è manifestata in tutta la sua gravità, facendo presagire quello che mai nessuno avrebbe voluto per la madre. La notizia della morte della giovane madre ha suscitato sconforto nei familiari e parenti e all'ospedale Lotti dove la donna lavorava, al pronto soccorso. Dolore anche a La Borra dove la vittima abitava insieme al marito e alla figlioletta alla quale non sarà facile fare accettare che la mamma non c'è più. La salma è stata composta nelle stanze della Pubblica assistenza di Pontedera e oggi pomeriggio alle 16 si svolgerà il funerale nel Duomo di Pontedera. Il personale del pronto soccorso dell'ospedale Lotti, la direzione aziendale dell'Asl 5, il coordinamento infermieristico, e i colleghi tutti, esprimono profondo cordoglio per la scomparsa prematura di Sonia Bellucci e porgono le più sentite condoglianze alla famiglia. «Sonia, oltre ad essere un'ottima professionista che rappresentava a pieno la vera missione per cui era stata designata era anche era dotata di umanità, dignità e dedizione al lavoro. I colleghi la ricordano come un'amica su cui poter contare in qualunque momento, sempre pronta ad aiutare tutti», questo il messaggio dell'Asl e dei colleghi. Fin dalle prime ore del mattino la tragica notizia era arrivata ai colleghi dell'ospedale. In tanti ieri si sono uniti al dolore del marito e dei familiari della giovane infermiera che in pochi mesi si sono trovati a dover affrontare un dolore grande e hanno fatto tutto il possibile per assicurare a Sonia la migliore qualità della vita possibile anche mentre affrontava le terapie consapevole della difficile prova che il destino le aveva riservato.
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