Il Tirreno

Pontedera

Dal bus al nido, i servizi a rischio

Emilio Chiorazzo
Dal bus al nido, i servizi a rischio

Il peso dei tagli al Comune: potrebbero sparire le agevolazioni per la Tia

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Quante cose si possono fare, in un Comune, con 850mila euro. L'assessore al bilancio al Comune di Pontedera, Marco Papiani - carta, penna e calcolatrice in mano - ha stilato una lista di servizi che, in virtù dei tagli decisi dalla prima manovra del 2011, nei confronti di Pontedera, potrebbero rischiare di essere soppressi.  Secondo quel che ha calcolato il Ministero degli interni, nelle sole casse di Pontedera, non entreranno, rispetto all'anno precedente, 850 mila euro. E non è neppure il più tartassato della Provincia: a Cascina, ad esempio, i mancati trasferimenti, superano la soglia del milione e 400mila euro. Se prendiamo il territorio dell'intera Unione della Valdera, ad esempio, il tagli s'aggira sui due milioni di euro.  Ma torniamo a Pontedera. La lista stilata dall'assessore è lunga. E, ogni voce, se fosse eliminata, produrrebbe disagi a un'ampia fetta della comunità. Basti pensare all'abolizione delle due navette gratuite o al resto del trasporto pubblico. Oppure alla chiusura di uno dei due asili nido del Comune.  O, per andare avanti, nel fatto che potrebbero fermarsi le manutenzioni agli edifici scolastici oppure al verde pubblico. O, ancora più drammatico, al fatto che quell'importo, in un anno, serve per garantire il posto di lavoro a venticinque dipendenti.  È per difendere questo e anche i disagi che, anche con la nuova manovra - quella che oggi potrebbe essere licenziata definitivamente dal Parlamento - addossano ai Comuni, che oggi, i sindaci della nostra zona aderiscono allo sciopero indetto dall'Anci, l'associazione dei Comuni d'Italia. È il primo sciopero. Simbolicamente i sindaci consegneranno la fascia tricolore al prefetto. Consegneranno anche le loro deleghe all'anagrafe. I sindaci dell'Unione dei Comuni, andranno insieme, questa mattina, all'iniziativa di Pisa. Lo faranno con un pullman pubblico, della Cpt. La partenza, alle 10, da piazza della stazione.  Poi, ci sarà un'appendice più politica, di sera, nella sede dell'Unione, di piazza Brigate partigiane. Alle 21,30 è convocato un consiglio straordinario e aperto dell'Unione, al quale parteciperanno tutti i consiglieri e anche gli assessori di tutti i Comuni che compongono l'Unione. Gli altri sindaci. Aderiscono anche i sindaci del Valdarno, con una protesta che prevede più azioni. Stamani, oltre al blocco simbolico dell'ufficio anagrafe e di stato civile, Gabbanini, Ciaponi, Vivaldi e Marvogli si ritroveranno con i loro colleghi davanti alla Prefettura di Pisa. Poi, il 1º ottobre, ci sarà L'Open day, in tutti i palazzi comunali, sotto lo slogan "salviamo il bene comune": un tour guidato all'interno dei Comuni per dimostrare ai cittadini l'assenza di sprechi. Previsto anche il blocco del censimento, se il governo dovesse rimanere inamovibile, verso le richieste dei sindaci. La provincia. Oggi a Roma, una delegazione di amministratori e consiglieri della Provincia di Pisa - guidata dal presidente Andrea Pieroni con la presidente del consiglio, Consuelo Arrighi - prenderà parte, con decisione condivisa dalla giunta, alla mobilitazione organizzata dall'Upi - Unione Province d'Italia nei confronti dei contenuti della manovra finanziaria e del Disegno di legge costituzionale avviato dal governo, che prospetta la soppressione delle amministrazioni provinciali quali enti di rango costituzionale. La solidarietà. «Siamo con i sindaci che scendono in piazza per protestare contro i tagli agli enti locali», lo dice Emanuele Turini capogruppo della lista civica Rossoblu di Ponsacco, gruppo che si trova all'opposizione tra i banchi del consiglio comunale, ma solidale con la protesta del suo sindaco e degli altri primi cittadini della provincia di Pisa.

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