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Pontedera

San Miniato, dalle aziende nessuna spiegazione sul passo indietro

Fotovoltaico, spariti 5 impianti Le autorizzazioni sono scadute

Gianni Rosini
Alcuni pannelli fotovoltaici
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Alcuni pannelli fotovoltaici

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 SAN MINIATO. Perde pezzi il lago di specchi fotovoltaici a Isola, Roffia e Ontraino. Cinque impianti non vedranno mai la luce, è scaduto il termine di dodici mesi per l'inizio dei lavori a partire dalla data di autorizzazione. A confermarlo è l'assessore provinciale all'Ambiente Valter Picchi, assicurando che «sono ormai decaduti, visto che non hanno iniziato i lavori entro i termini stabiliti».  Le installazioni sono "Sole San Miniato Ovest" e "Sole Erti", sui terreni di Antonio Meneguzzo, "Sole San Miniato Est" sul terreno di Gabriele Daniolo, "Sole Candiano" nella proprietà di Alessandro Taverni e "Sole Roffia" nelle proprietà dell'Istituto diocesano per il sostentamento del clero di San Miniato. Questi impianti vedevano scadere i termini per l'inizio dei lavori tra il 3 e il 27 agosto, ma le ruspe non hanno iniziato a spianare i terreni come è avvenuto, invece, per quelli in località Isola che sono quasi ultimati.  Il mistero del dietrofront. A svelarne le ragioni sono i sempre più decisi tagli agli incentivi statali per la costruzione di impianti fotovoltaici, con il rischio che il guadagno finale delle aziende del settore sia minimo e non valga i rischi di un investimento di milioni di euro. Ad avvalorare la tesi c'è il fatto che tutti gli impianti "scaduti" sarebbero stati gestiti dalle ditte Tutto Sole 1 e Tutto Sole 2, entrambe facenti capo alla Blu Invest Srl. Una scelta maturata all'interno della società, insomma. I vertici dell'azienda, però, non danno spiegazioni riguardo la decisione di abbandonare gli investimenti nella zona.  «Siamo soddisfatti di come si stanno evolvendo le cose - esulta Lapo Cantini dell'Associazione per la salvaguardia territoriale di Roffia -. Certo, la riduzione degli incentivi ci ha sicuramente agevolato, ma credo che le nostre continue pressioni abbiano allontanato alcuni investitori che, all'ultimo momento, hanno deciso di tirarsi indietro». E conclude: «Adesso rimane solo da capire cosa ne sarà degli otto impianti bloccati a giugno. Il Consiglio provinciale ha fatto passare una mozione nella quale si chiede la revoca di tutte queste installazioni, ma manca la firma del dirigente responsabile. Speriamo che decida di seguire la linea politica del Consiglio».

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